E' la vigilia del G8. All'Aquila i controlli di militari e polizia si moltiplicano. Molte strade si sbarrano, tanti negozi chiudono. Al parco Unicef un ragazzo di Cansatessa ce lo dice chiaro e tondo: "A moltissimi aquilani non interessano né il G8 né la manifestazioni anti-G8. I nostri problemi sono più reali e concreti: una casa dove vivere, libertà di movimento". Diritti che in qualsiasi parte del mondo civile sono ovvii, automatici. Il ragazzo che abbiamo intervistato è da poco tornato a vivere nella sua casa, giudicata agibile. Per qualche giorno dormirà in tenda con gli amici, al parco Unicef: "L'unico posto libero di questa città".
Neanche padre Alex Zanotelli, che pure di esperienza in giro per il mondo ne ha da vendere, è in grado di spiegarsi perché il governo italiano abbia scelto una città in ginocchio come sede della più grande assise internazionale.
tutti presenti quando le telecamere sono accese eh gioia?e mo' che fine hai fatto?
hazardous541 3 months ago