Basandomi sul lavoro di P.G. Caretto, Osservazioni tassonomiche su alcuni Galeoidei del Miocene Piemontese, edito sul Bollettino della Società Paleontologica Italiana, Vol.11, n.1, 1972, pagg.1-85 (e ci tengo a sottolineare 85) sono partito alla ricerca della cava nella quale l'autore trovò, a suo dire, centinaia di denti di squalo fossili miocenici, sperando che me ne avesse lasciato ancora qualcuno!
Tale cava doveva essere di notevole importanza paleontologica se gli valse una simile pubblicazione sul Bollettino della S.P.I.
Arrivato però sul posto la delusione e l'indignazione mi pervasero. Il Comune in cui era sita la cava, nel giro di 30 anni ha adibito la zona più a valle di quella che era una cava di rilevanza scientifica, a discarica per materiali edili, calcinacci, mattoni e calcestruzzi, mentre la parte a monte è ormai ricoperta da una fitta vegetazione. E' questo l'ambiente che mi sono trovato di fronte dopo essere riuscito ad oltrepassare la recizione che presentra dei varchi in mezzo al bosco, ma purtroppo ormai di denti neanche l'ombra.
Rileggendo meglio la pubblicazione mi sono reso conto che lo strato (di 20 cm) in cui Caretto trovò i denti è collocato adiacentemente sopra allo strato con i resti noduli di litotamni che compaiono nel video! La prossima volta che vado da quelle parti provo ad aggirare le pareti e vedo se da sopra riesco ad intravedere qualche resto... mah!
supluca 3 years ago