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Roma Reggio Calabria. OPERAZIONE CAFE DE PARIS Sequestrati beni per oltre 200 milioni di euro

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Uploaded by on Jul 22, 2009

Sequestrato un ingente patrimonio mobiliare ed immobiliare per un valore stimato di circa 200 milioni di euro, riconducibile al boss calabrese Vincenzo ALVARO.

Tra i beni sequestrati anche i noti ristoranti romani Cafè de Paris e Georges




Il 22 Luglio 2009, a conclusione di una complessa attività investigativa coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, i militari del G.I.C.O della Guardia di Finanza di Reggio Calabria, supportati dallo S.C.I.C.O. di Roma, ed i Carabinieri del R.O.S. di Roma hanno portato a termine loperazione CAFE DE PARIS , che ha inferto un durissimo colpo, sul piano patrimoniale, ad una delle più influenti consorterie della ndrangheta originaria della piana di Gioia Tauro, portando al sequestro di un ingente patrimonio mobiliare ed immobiliare il cui valore stimato ammonta a circa 200 milioni di euro.

Si tratta di una delle più rilevanti operazioni di sequestro di beni operate negli ultimi tempi, che conferma come la criminalità organizzata calabrese estenda il proprio potere economico al di fuori dei territori di origine, investendo ingenti somme provento di attività illecite nel settore turistico commerciale, della ristorazione nonché in immobili di prestigio.

Le capillari attività di indagine, coordinate dal Procuratore della Repubblica di Reggio Calabria, dott. Giuseppe Pignatone, hanno portato gli uomini dellArma e delle Fiamme Gialle al sequestro del capitale sociale e del patrimonio aziendale di nr. 12 società, di diversi beni mobili ed immobili, tra cui nr. 4 appartamenti siti in quartieri residenziali di Roma, nonché di diverse auto di lusso, tutti riconducibili ad ALVARO Vincenzo cl. 64, di Cosoleto (RC), ritenuto dagli inquirenti lattuale reggente dellomonima consorteria mafiosa dominante nei comuni del versante pre-aspromontano della provincia di Reggio Calabria.

Tra le attività commerciali sequestrate spiccano i nomi dei due prestigiosi ristoranti romani, il Cafè de Paris e il Georges. Analogamente noti risultano, poi, tutta una serie di bar e ristoranti sottoposti a sequestro, aventi sede nel centro della capitale: da via Colonna Antonina, a due passi da Montecitorio, a via Leonida Bissolati, nei pressi della nota Piazza Baberini.

Lattività investigativa ha consentito, quindi, di accertare una radicata infiltrazione, già in corso da diversi anni, nel tessuto economico della capitale, da parte di appartenenti alla cosca degli ALVARO.

Lattenzione degli inquirenti si è rivolta, in particolare, verso le ingenti disponibilità di denaro dimostrate da soggetti di origine calabrese, strettamente legati da vincoli, anche parentali, al boss ALVARO Vincenzo.

Grazie ad articolati e minuziosi riscontri, gli investigatori sono riusciti infatti a dimostrare come tali disponibilità risultassero del tutto ingiustificate, soprattutto se rapportate alle modeste potenzialità finanziarie rilevate sul conto dei prestanome individuati, tra i quali spicca VILLARI Damiano.

Gli elementi investigativi emersi dalle indagini già iniziate dai militari della Compagnia della Guardia di Finanza di Palmi e poi sviluppate dal R.O.S. dei Carabinieri e dal G.I.C.O. di Reggio Calabria hanno permesso di sostenere lesistenza di una vera e propria holding nel settore della ristorazione romana, fittiziamente intestata a soggetti apparentemente estranei luno allaltro, ad hoc costituita dallALVARO Vincenzo.

Questultimo, infatti, ritenuto dagli inquirenti la mente operativa dellomonima cosca nella capitale, si era trasferito a Roma nel 2001 dove aveva provveduto a reinvestire ingenti proventi acquistando numerosi esercizi commerciali operativi nel settore della ristorazione, avvalendosi di prestanome allevidente scopo di rendere tali lucrose attività non riconducibili agli interessi dellorganizzazione criminale e, quindi, non raggiungibili da possibili provvedimenti ablativi da parte della magistratura. In uno di questi locali lALVARO risultava dipendente con le mansioni di aiuto cuoco.

Da evidenziare come ci si sia avvalsi delle disposizioni emanate con la miniriforma varata nel luglio dello scorso anno (L. 125/08), che prevede, tra laltro, la possibilità di poter applicare le misure di prevenzione di carattere patrimoniale disgiuntamente da quelle di carattere personale, consentendo alla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria, di emettere, sulla base delle risultanze delle indagini svolte, il provvedimento di sequestro cui questa mattina è stata data esecuzione.

Loperazione dimostra come laggressione ai patrimoni illecitamente accumulati dagli appartenenti alle consorterie mafiose costituisce, oggi, larma più efficace per contrastare il potere delle organizzazioni criminali e tutelare il tessuto economico da pericolose infiltrazioni che asfissiano il sistema produttivo e commerciale del Paese.

Elenco dei beni sottoposti a sequestro.

Roma Reggio Calabria 22 luglio 2009

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  • grande video complimenti

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