lunedì 27 luglio ore 00:29 Una serata con Sergio Caputo
Lultima volta che lavevo ascoltato dal vivo, qualche anno fa, si era esibito alla Salumeria della musica di Milano; lo scorso venerdì, invece, ho macinato più di 200 km per raggiungerlo alla Cantina sociale di Ricaldone, provincia di Alessandria.
Indubbiamente Sergio Caputo sa scegliere con gusto i luoghi dove riproporre quelle sonorità swing che lo hanno reso un artista di nicchia, ma di culto, capace di « resuscitare il vecchio buon umore» anche senza respirazione artificiale.
Metamorfosi, Bimba se sapessi, Tho incontrata domani e alcune altre sue creazioni sono incancellabili dal mio ipod e ho sempre considerato geniale chi è riuscito a scrivere rivedersi è pleonastico nel testo di una canzonetta. Del resto la qualità che mi ha sempre affascinato di più del cantautore romano, trapiantato a Milano e ora emigrato a San Francisco, è la ricchezza lessicale e la capacità di raccontare in modo originalissimo la realtà e le emozioni di tutti i giorni. Lui si racconta così: «Sono i clichè che mi mandano in bestia: sul sesso, sulla cucina, sullarte, sui vini, sugli uomini, sulle donne... Ma anche sulla politica, sui rapporti, sul futuro del mondo, sul globalismo, sulle cose che devono essere così o colà mi fanno incazzare le opinioni troppo categoriche, la mancanza di flessibilità, di possibilismo» e ancora: «I miei sono personaggi reali. Piccoli aspiranti eroi, devastati da difetti comuni». Sergio non perde la consueta verve neppure quando si descrive sul suo blog o quando si cimenta con un romanzo. Il suo primo libro Disperatamente e in ritardo cane, uscito nel 2008 per Mondadori, lo considero una delle migliori opere prime degli ultimi anni.
A fine concerto avrei dovuto realizzare una video intervista che iniziava così:
Assodato che Sergio Caputo non è un nome darte e che non sei nato a Napoli come tutti possono leggere nella divertente sezione real trash del tuo sito dedicata alle domande più sceme che ti sono state rivolte e soprattutto con la speranza di non finirci anchio, cominciamo con una considerazione che hai lasciato nel blog: la radio è ancora il posto migliore per la musica. Insomma, web e ipod non hanno cambiato niente neppure negli Stati Uniti?
Ma cera troppo vento, poco tempo e la batteria della videocamera era ormai completamente scarica, così non mi resta che chiudere facendo mia unaltra considerazione di Sergio: Non è la creatività che ci manca: sono i budget!
beh, non posso certo contraddire battistilucio :)
Grazie anche a te
NotizieInutili 2 years ago
Un documento preziosissimo per Caputo City...grazie infinite...bella anche la presentazione recensione....eccellente!!!
19shed72 2 years ago
Grazie a te e, soprattutto a Sergio
NotizieInutili 2 years ago