Presentata oggi a Bari la mostra "Cor Magis. Il cuore, l'opera, il bene di tutti. Siena A.D. 1337"

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Uploaded by on Mar 12, 2011

«La grandezza e la bellezza di una città nascono da giustizia e sapienza»


Bari, 8 marzo - «È la giustizia l'idea che regge una città, ed è dalla giustizia che si dipanano le corde che tengono insieme un popolo: ma è una giustizia che guarda alla sapienza, a un ordine razionale della realtà». È questo il senso di una delle allegorie rappresentate negli affreschi di Ambrogio Lorenzetti riprodotti nella mostra "Cor Magis. Il cuore, l'opera, il bene di tutti. Siena A.D. 1337", in corso a Bari nel salone della Camera di commercio fino a venerdì. Stamattina la presentazione alla stampa da parte del presidente del Centro culturale di Bari, Costantino Esposito, e dai presidenti della Camera di commercio, Alessandro Ambrosi, e della Compagnia delle opere, Vincenzo Papa.

Per Ambrosi, «il piacere e l'onore di ospitare questa mostra è legato alla convinzione che la cultura è parte integrante dell'economia: fare impresa non significa soltanto profitto, ricavo, utili, ma funzione sociale: in questo senso -- ha sottolineato -- la visione del Lorenzetti è in grande sintonia con il modo con cui vorremmo che si diffondesse la cultura d'impresa».

«Sull'onda del grande successo che questa mostra ha avuto a Rimini -- ha detto Papa -- abbiamo voluto che anche qui a Bari si potesse ammirare la bellezza di una rappresentazione degli affreschi del Buongoverno del Palazzo pubblico di Siena: l'iniziativa prende corpo all'interno di un percorso di lavoro che stiamo portando avanti con le imprese associate alla Compagnia delle opere, più di 35mila in Italia e in altri venti Paesi del mondo: il tema di quest'anno è "La tua opera è un bene comune"», l'opera, l'impresa come il compimento di se stessi».

«Negli affreschi del Buongoverno -- ha spiegato Esposito, professore di Storia della filosofia all'Università di Bari -- la costruzione della città di Siena e la campagna circostante vengono rappresentate come effetto del buon governo, risultato dell'opera dell'uomo, perché già nella tradizione medievale la grandezza di un'opera era vista come possibilità di rendere visibile il bene a tutti». «In quegli anni -- ha ricordato -- Siena è stata al centro di una esplosione di bellezza, una bellezza che la città voleva condividere», tanto da far incidere sulle mura di cinta una frase (da cui è tratto il nome della mostra) che potrebbe tradursi con "Più che le porte, Siena ti apre il cuore". Diversamente da quanto si ritiene, «questi affreschi non sono l'autocelebrazione del potere di Siena in quegli anni -- ha rimarcato il docente -- ma anzi ribadiscono che c'è un orizzonte e un ordine superiori, che consentono la costruzione di una città».
«L'ultima parte dei dipinti -- ha concluso Esposito -- rappresenta l'allegoria del malgoverno: e da questa rappresentazione il popolo sparisce, perché i criteri di una società governata male derivano da chi detiene il potere, dal tiranno, e non da giustizia e sapienza che invece tengono insieme un popolo».

La mostra resterà aperta fino all'11 marzo. Visite guidate: dalle 9 alle 11 e dalle 15 alle 19.

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