Diciassette anni dopo la strage di via DAmelio,
un documentario di La Storia siamo noi,
57 giorni a Palermo. La scorta di Borsellino,
presentato ieri sera in anteprima a Palermo,
fa rivivere, attraverso le parole e la rabbia
dei familiari delle vittime, una tragedia sempre attuale.
La vedova di Paolo Borsellino, Agnese, rompe il silenzio
e porta la sua testimonianza: Io, che sono contraria
a rilasciare interviste - spiega nel documentario
- ho deciso di parlare. Per me, come per mio marito,
i ragazzi della scorta erano persone che facevano
parte della nostra famiglia e vivevano quasi in simbiosi
con noi, condividevamo le loro ansie, i loro progetti.
Un rapporto oltre che di umanità, di amicizia
e di reciproca comprensione e rispetto.
Borsellino cercò in qualche modo di salvare i suoi uomini:
Mio marito - racconta Agnese Borsellino - non credeva
al cento per cento che la scorta potesse salvarlo
da un attentato. Non perchè dubitava della loro
attenzione o professionalità, ma perchè era convinto
che nel momento in cui avessero deciso di ucciderlo l
o avrebbero fatto. Ogni tanto usciva da solo a comprare
il giornale o le sigarette proprio per lanciare un messaggio
ai suoi esecutori e salvare i suoi angeli.
Lunico sopravvissuto, Antonino Vullo, ricostruisce la dinamica
dellattentato del 19 luglio 1992 in cui morirono,
oltre al giudice Borsellino, Agostino Catalano, Emanuela Loi,
Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina.
In chiusura scorrono le immagini di Borsellino e dellamico
Giovanni Falcone sorridenti, mentre la sorella di Claudio
Traina, Giusi, si chiede: Non so se è servito a qualcosa,
so che non perdono nessuno perchè non hanno diritto
ad avere il perdono.
Se mi dicono perchè lo hanno fatto - dice Agnese Borsellino
- se confessano, se collaborano con la giustizia io li perdono.
Al termine della proiezione il pubblico ha reso omaggio alle vittime
con un lungo e commosso applauso.
Il documentario di Francesca Fagnani, presentato nellambito
di UniverCittà inFestival, andrà in onda mercoledi alle 23.50 su Raidue.
Non è un caso la scelta delluniversità per la presentazione
del documentario sulla scorta di Borsellino - ha spiegato il direttore
di Rai Educational Giovanni Minoli - E da qui, dai nostri atenei,
che deve partire la svolta del futuro e la televisione ha una
responsabilitò enorme, come mezzo di formazione e conoscenza.
http://www.livesicilia.it/2009/07/17/tento-fino-allultimo-di-salvare-i-suoi-r...
l'italia onesta è tutta con Salvatore Borsellino e non può mai stare dalla parte di chi definisce eroe un mafioso!!!!
masloco1 2 years ago 9
Vai Salvatore!!!
vinciamo la nostra battaglia!
NautilusStaff 2 years ago 7