Rassegna.it - di Carlo Ruggiero e Davide Orecchio.
Lo hanno chiamato poeta operaio ma la definizione è senza dubbio riduttiva. Del resto la vicenda di Luigi Di Ruscio è talmente unica che la tentazione di semplificarne la figura può essere facile e fuorviante per molti. Poeta autodidatta nell'Italia del dopoguerra, poi muratore disoccupato e militante di base nel Pci di Palmiro Togliatti, infine emigrato nel '57 in Norvegia per acquisire lo status per lui definitivo di operaio metalmeccanico nella fabbrica fordista
Fermà!
xasdrubalex 1 year ago
Molto belle...
Diffondiamo le poesie di Luigi..diffondiamo di nuovo una cultura operaia..ritorniamo ad essere orgogliosi di essere operai...
Grazie Luigi..
antifakgb21 2 years ago 2
caro Luigi,ti cerco da anni!Perchè mi sfuggi!Gli scrittori che leccano il c. ai padroni sono unitissimi!Ti invio due mie poesie di fabbrica,e per dimostrarti il mio amore,passione,lealtà,altruismo ti voto:
con 5 stelle rosse!Cinque!
Ciao.
tommaso di ciaula
tutablu1941 3 years ago
sicuramente fuorviante chiamarlo poeta operaio
molto molto bello, intrigante, il libro "poesie operaie"
lettura consigliatissima
robertoir 3 years ago