Un Uomo dal cognome "Romano", m'indusse, con "dotta" saccenza, a imitare Maurizio Costanzo. Un Costanzo che personalizzai, "caricandolo" d'una "vis" alla Totò, il Totò più "flebile" al disincanto, di godereccio sapore di sé, sdraiato, in pancetta "dissimulata", su un divanetto-gialletto alla Agatha Christie. In questa (circo)stanza, forse un po' da circo, che si spazientisce perché Adriano Celentano è "muto" più del solito, con pause catatoniche da chi non vuol nemmeno chiamar a "corte" un "burinaccio" molto "bello di mamma"... sa(peva) dire solo quello? Mah...
Un Costanzello di rara "faloticheria", da gustar al plenilunio, mentre una Donna l'"annuserà" col suo basculante piedino di gran "gravità", o solo "levità". Perché, è risaputo, di Notte, il Falotico si "risveglia" e, lupescamente, tutte le donne se lo pescano. Applauso!
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