Palio di Asti: 11 cavalli uccisi dal 2003.
"Siamo convinti che molte persone non siano consapevoli della sofferenza dei cavalli usati in questo tipo di competizioni, ed è per questo che la popolazione vi partecipa, contagiati dall'aria di festa e desiderosi di trascorrere una domenica diversa. Per questo i comitati organizzatori dei palii non mettono certamente in luce quello che rimane nascosto agli occhi di tutti, perché la corsa è solo la punta dell'iceberg di un giro di cavalli nati, comprati, venduti, il cui destino è quello di essere macchine da corsa, erogatori di performance, la cui vita è strettamente connessa alla loro capacità di dare. Del resto, basterebbe guardare, anche solo per un attimo, gli occhi di quei cavalli mentre corrono, per capire a cosa sono obbligati e a quali pericoli vengono esposti, solo per una domenica di festa".
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