Damiel e Cassiel, presenze invisibili trapassate da occhi incapaci di catturarle, con i loro taccuini in cui annotare i pensieri più intimi della gente; immersi nei silenzi eloquenti della biblioteca dove Omero, il più anziano tra loro, reca testimonianza col proprio scrivere dell'illustre passato della città e delle sventure che l'hanno afflitta durante la seconda guerra mondiale. Lui, "il solo in grado di raccontare storie che nascono dalla coscienza stessa di chi ascolta, il solo capace di comprendere la Storia più di coloro che partecipano ad essa".
. In questo contesto la biblioteca simboleggia lo stretto rapporto che intercorre tra l'Arte e la Vita: essa non è soltanto il luogo di ritrovo preferito dagli angeli, ma è anche la sala della conoscenza umana, il luogo dove, come in una cattedrale, risuona il coro delle voci di coloro che studiano e che hanno fede nelle capacità della mente umana. Nella biblioteca si reca anche il vecchio Omero, un uomo che ha visto tutti i cambiamenti avvenuti dagli anni Venti in poi in questa città dilaniata dai dissidi politici, un uomo il cui unico scopo è quello di restituire alla poesia il senso e la dignità che gli competeva nel passato.
Bellissima sequenza!
giusypaesano 1 year ago
Sarebbe ancora più bello con i sottotitoli ;)
YNAYY 1 year ago
Bellissimi gli angeli con sciarpa e capottone nero!
EFODERFIX 2 years ago