Milis, Sardinien " Il Giardino delle Esperidi"

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Uploaded by on Apr 2, 2007

Some images concerning Milis, considered by Valery, Tyndale,
Mantegazza, Maltzan, and G.Deledda as
one of the most beautiful in the island.
Tra i tanti che decantarono la bellezza degli aranceti milesi bisogna ricordare Padre Bresciani che così si esprime nel suo Descrizione dell'Isola di Sardegna "Le belle marine di Puglia e di Sorrento fra i loro superbi aranceti non v'offrirebbero alla vista si belle selve, come quelle di Milis, e forse non v'ha che Malta, e la Sicilia che gareggino colla grandezza di quelle piante; essendo che ve n'abbia di così grosso pedale che due uomini abbracciandolo non giungerebbero d'un buon tratto a toccarsi col sommo delle dita."
Alcune disquisizioni sulla festa della Madonna di Buon Cammino che attesta l'espandersi della cultura Basiliana in Sardegna:

Nostra Segnora d'Itria
Il termine molto amato dalle popolazioni sarde in questi ultimi secoli ha una derivazione di tipo greco bizantino perché derivante
dal lemma 'Hodegetria', che ha dato luogo al sardo (Nostra Signora D'Itria'. Il toponimo "Valle d'Itria" probabilmente deriva dal culto orientale di monaci basiliani della Madonna Odegitria protettrice dei viandanti. La locuzione e stata tradotta in Sardo come "Nostra Segnora de Bonu Caminu». Nostra Signora del Buon cammino che è la stessa Madonna patrona del Gremio dei Viandanti. Secondo lo stesso Pittau il culto della Madonna del Buon Cammino o Itria era ed è praticato in svariati paesi della Sardegna. Dal punto di vista storiografico si evince che il culto di questa Madonna occorreva già dagli inizi del quarto secolo segnati dalle conversioni di Papa Silvestro e dell'imperatore Costantino,
che dopo aver sconfitto i suoi nemici restituiva la libertà ai Cristiani, (313) costruendo
templi a Gesù e alla Madonna. Il Papa Silvestro premiò Costantino con un quadro, che lo stesso portò con se e che fece venerare con il titoli di Maria d'Egitto.
i. L'effige della Madonna fu in seguito trasferita acquisendo il nome
di «Mamma di Costantinopoli». La madonna divenne popolare in seguito ad un miracolo e fu invocata come
"Odighitria» che significa luce e guida del cammino. In seguito il nome cambiò in «Madre di Dio» e secondo la leggenda fini a 'Itri' presso Bari, strappata alle mani dei Turchi che già da allora cercavano di farsi strada nelle coste sarde. La santa era adorata a Bari come nostra signora di 'Itria' diffondendosi successivamente in tutta l'Europa e in Sardegna.
Secondo il Pittau questa santa è venerata ad Aggius, Lodè, Oliena, Nuoro, Gavoi, Macomer, Arbus, Nureci, Senorbi e Tratalias e a Portoscuso dove è patrona. Il Piras sostiene che la chiesa è particolarmente venerata a Maracalogonis, Oristano, e Nureci. Aggiunge che delle notevoli chiese campestri sono state dedicate a questa santa: Villamar, Samassi, Guasila e Selegas. Nei miei due ultimi itinerari ho trovato la Madonna di 'Itria' non molto distante dal bivio tra Genoni e Nureci. E nella nuova strada comunale che da Isili porta alla diga di 'Is Borroccus' e a Sos Canales per poi toccare un'amena e ubertosa serie di vallate ricamate da svariate qualità di pioppi e fichi d'India «figu murisca» che portano alla chiesa di Nostra signora di Itria e dopo due o tra chilometri a Gesturi e 'Brunku Madugui' dove è situato un altro tempio ma questa è un'altra storia. Quando negli anni sessanta abitavo a Sorgono ricordo di una festa che dal paese del Mandrollisai raggiungeva la montagna fino a raggiungere una chiesetta campestre dedicata alla Madonna d'Itria. Qui si svolgevano manifestazioni religiose con ardie, cavalli, processioni, fedeli, preti e cavalieri ed infine il pranzo a sacco che coinvolgeva tutti i paesi limitrofi alla chiesetta.
Anche nel paesino di Milis abbiamo un importante processione che nel passato ha auto un ruolo importante come le stesse feste di San Giorgio, di Sant'Agostino e di Santu Lussergeddu venerati in tutta l'isola.

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Travel & Events

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