BANDA DELLA MAGLIANA - MARCELLO COLAFIGLI (BUFALO)

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Uploaded by on Dec 24, 2010

Marcello Colafigli (Roma, 1954) è un criminale italiano, esponente di spicco della Banda della Magliana.

Orfano di madre e sopravvissuto a un parto gemellare, Marcello Colafigli nasce e vive da bandito e assassino. Entra a far parte della Banda della Magliana fin dagli albori di questa organizzazione. Legato da un rapporto di devozione con Franco Giuseppucci, viene colto in flagrante con Antonio Mancini mentre ammazza uno dei fratelli Proietti (i killer del Giuseppucci) il 16 marzo 1981, non poté evitare il carcere. Colafigli e Mancini aspettarono i fratelli Proietti in via Donna Olimpia 152, dove i due si nascondevano da mesi. Quando li videro arrivare, spararono. Con i Proietti c'erano anche mogli e figli. I due killer della Banda rimasero feriti, le urla e gli spari attirarono l'attenzione dei vicini che chiamarono la polizia. Quando arrivò, Colafigli chiese con strafottenza all'agente: "Ditemi che l'ho ammazzato, quell'infame che ha sparato a Franco mio". Lo aveva ammazzato, Maurizio "il pescetto" Proietti era morto. Si era invece salvato (per la seconda volta) l'altro fratello Proietti, Mario "Palle d'oro", che però non sembra aver partecipato al commando che uccise Giuseppucci (l'altro Proietti implicato era probabilmente Fernando, ucciso nel 1982). Una volta uscito, sembra accertato che Colafigli commissionò l'omicidio di Enrico De Pedis, punendolo dello scarso interesse "giudiziario" per la sua situazione. Colafigli è poi accusato di essere stato anche il mandante di altri omicidi caduti nella fase finale della Banda (1990-91).

È Colafigli ad introdurre nella Banda Claudio Sicilia e il suo network di rapporti con la Camorra.

Condannato all'ergastolo per tre omicidi, gli viene riconosciuta nel tempo un'infermità mentale su cui in molti continuano a nutrire forti perplessità. Attualmente sta scontando la pena detentiva nel manicomio criminale di Aversa.

Di lui Antonio Mancini dice: "Marcello Colafigli aveva studiato da geometra, ma fisicamente era una specie di orso. Un uomo dotato di una forza disumana. In tribunale da solo ha scosso la gabbia dove eravamo chiusi, con un pugno ha incrinato il vetro blindato. Ma se lo rimproveravo per qualcosa, si faceva rosso in viso come un bambino e la peggiore parolaccia che conosceva era "perbacco".

Giancarlo De Cataldo si è ispirato a Colafigli per il personaggio di Bufalo nella sua opera letteraria Romanzo Criminale.

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News & Politics

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Top Comments

  • ma grande de che!? sete solo dei fomentati del cazzo,voglio vede se v'ammazzava un familiare se dicevate ancora "grande marcè"...

  • ammazza che facce da cazzo che c'hanno ste "persone"

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All Comments (77)

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  • SENZA PAROLE,GRANDE MARCE,PERCHE.

  • @1998BUFALO la mafia si è presa metà italia...stimi anke loro?

  • Plz translate me what he is saying :(

  • grande marcello..ai giorni nostri nun se trovano piu amici pronti a tutto pe quarcosa che nun se pò pià nun se tocca nun è tangibile, l amicizia fraterna..ti porto rispetto marcè..bella pé té..

  • come gia hanno scritto altri queste persone nn sono da apprezzare erano criminali ma anke i nostri politici lo sono con la differenza ke loro vanno in giro in giacca e cravatta e i componenti della banda usavano le pistole ce però da dire una cosa quelli della banda si uccidevano tra di loro i nostri amati politici ci stanno uccidendo facendo sembrare tutto normale

  • io li ammiro perche mai nessuno e riuscito a piasse roma e loro ce l hanno fatta!!!

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