Sel
Sono in aeroporto a guardare il tabellone dei vole. Per la prima volta nella mia vita non so dove andare, non so cosa fare, per la prima volta nella mia vita sono io che decido che volo prendere. Così lascio al caso la mia destinazione, la mia nuova vita: il mio numero preferito è il tre e il terzo nome sul tabellone sarà la mia meta, "London".Perfetto mi piace Londra, mi piace il suo odore, la sua aria, i bus rossi. Mi dirgo verso lo sportello dove vendono i biglietto sperando che ci sia almeno un posto libero. Il destino è dalla mia parte: lo trovo. Con un biglietto di sola andata per Londra mi siedo sulle poltroncine d'attesa poiché al mio volo manca ancora un po'. Per passare il tempo mi metto le mie cuffiette e inizio a leggere un libro, un appassionante giallo di Agatha Christie. Proprio quando l'eccentrico Poirot sta per rilevare chi è il brutale assassino di una giovane donna perdo la concentrazione, catturata dalla canzone che il mio ipod aveva appena incominciato a riprodurre: "(I've had) the time of my life", versione di Glee. Involontariamente una piccola lacrima mi riga il viso. Quella era la canzone di Nick, una delle tante. Non so perché ma io ad ogni persona che conosco associo una canzone, ma per descrivere Nick non ne basta una. Lui è "The best thing I never had", "Paradise", "One Love" e tantissime altre. Al solo pensiero di Nick inizio a piangere come una persona qualunque, come una persona debole, infantile, la mia mente mi rimprovera per questo, ma il mio cuore mi suggerisce un'ipotesi tanto bella quanto terrificante: sto piangendo come una persona innamorata. Io non ho mai pianto in vita mia, la prima volta è stata oggi mentre scrivevo quella stupidissima lettera per Nick, cavolo non pensavo di essere così sciocca e superficiale, così codarda da non riuscire a dirglielo. Non pensavo di potermi innamorare, di potere piangere. Da quando sono nata mi hanno insegnato solo regole, divieti, solo adesso che li conosco tutti li ho infranti. Ma non rimpiango niente di questi ultimi mesi.
Nick
Dopo una mezzora di riflessione e analisi dei luoghi in cui potrebbe essere Sel, per esclusione ho concluso che Sel potrebbe essere all'aeroporto, deve essere lì, sento che è lì.
Sono arrabbiato, sono deluso e triste, in me c'è un vero miscuglio di sentimenti contrastanti tra loro, "odi et amo" diceva Catullo, ed è l'unica espressione che in questo momento può spiegare il mio stato d'animo.
Devo trovare Selena, devo fermarla: voglio delle spiegazioni, ho il diritto di averle.
Finalmente arrivo all'aeroporto: è immenso, non la troverò mai. Corro come un dannato da un estremo all'altro, faccio tutto il giro della struttura, ma non la trovo. Sono esausto, mi lascio cadere su quelle invitanti poltroncine rosse e sospiro, l'ho persa. Sento una voce registrata, irreale, che chiama un volo, persone che si dirigono verso il gate annunciato. Mi alzo sconfitto quando noto una ragazza piccolina con un miniabito nero, non la vedo in faccia, non ne ho bisogno. La rincorro e le afferro un braccio facendola girare verso di me. La guardo e noto che ha gli occhi rossi a causa del pianto. "Nick io..." le stringo di più il braccio "Mi hai mentiti" e sento le lacrime scorrermi silenziose sulle guance. "Mi dispisce Nick" sussurra. Non so cosa dire, sono arrabbiato e amareggiati. "Ti amo" biascica prima di scappare via, "anche io" rispondo con un sussurro, ma ormai è lontana: non mi ha sentito. Mi giro dall'altra parte ancora in lacrime, voltando le spalle al dolore, alla persona che mi ha fatto soffrire, voltando le spalle all'amore, alla ragazza che mi ha fatto innamorare. Mi dirigo verso l'uscita, "exit".
wow!....favoloso...ma nn finisce così vero?? =D
sistersfll 2 months ago
@sistersfll Grazie
eeehh... chi lo sa... Tu che ne dici?
NelenaLautner 2 months ago