di Luca Bertelli, Vincenzo Bonanno, Sofia Lorefice, Ivano Pasqualino -- studenti Scuola di Giornalismo IFG -Walter Tobagi
Carceri e media, un rapporto complicato. Spesso distorto. Fanno notizia soprattutto gli episodi crudi e crudeli che avvengono negli istituti penitenziari. Ma dietro le sbarre può esserci altro.
Il Gruppo della Trasgressione ne è un esempio. Fondato nel 1997 a San Vittore, oggi è presente anche nelle carceri di Opera e Bollate.
Angelo Aparo, lo psicologo che ha inventato il metodo del Gruppo della Trasgressione, fonda il suo lavoro sull'assunto che studiare con i detenuti porta più frutti che studiarli.
È così che competenza e cultura sono messi al servizio della loro evoluzione. Attraverso lo studio, l'arte, la musica, il confronto con studenti e liberi cittadini i carcerati cominciano un nuovo percorso di recupero e formazione. E restituiscono alla società il risultato del loro lavoro facendo prevenzione al bullismo nelle scuole.
Si cerca così di dare un senso sociale e civile all'Art 27 della Costituzione italiana che parla di rieducazione :«Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato».
Il lavoro del Gruppo della Trasgressione mostra che un modo per dare un senso allo stare in carcere è possibile. A volte le istituzioni se ne dimenticano, ma è previsto dalla legge e c'è chi prova a realizzarlo. Questo reportage non denuncia bassezze e orrore ma dà voce a un progetto che può essere esportato: la società varca il confine del carcere e permette ai detenuti di interagire con essa per crescere e far crescere. Insieme. In questo consiste la "trasgressione" prima e oltre la pena.
Data di produzione: 8/4/2010
Durata: 28'21''
Il primo minuto credevo non funzionasse! ...ma pare valga la pena aspettare! ;)
LaTizy 6 months ago