Gerlandino Messina. Il boss, 38 anni, era inserito nell'elenco dei trenta latitanti più pericolosi del ministero dell'Interno. Era ricercato dal 1999. I carabinieri lo hanno bloccato in una palazzina a Favara.
Secondo quanto si apprende, al momento dell'irruzione il numero uno della mafia agrigentina, succeduto a Giuseppe Falsone arrestato a Marsiglia in Francia la scorsa estate, non era solo. La porta della palazzina era blindata. Gli uomini del Gis hanno usato delle microcariche nei balconi e nelle finestre e lanciato all'interno dell'appartamento delle bombe accecanti che hanno stordito il boss. Lo stabile in via Stati Uniti era stato circondato dai militari per evitare possibili fughe. Messina si trovava al primo piano, mentre gli altri piani dell'edificio sono ancora allo stato grezzo.
Alla vista dei carabinieri il capomafia di Agrigento, che è molto ingrassato rispetto agli ultimi identikit, ha tentato di barricarsi in una stanza. Davanti ai militari che gli chiedevano la sua identità è rimasto in silenzio. Il superlatitante è ritenuto il killer del maresciallo Giuliano Guazzelli, ucciso nel '92.
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