Intervista ad alcuni lavoratori migranti impiegati nelle cooperative del sud Milano, che da vari mesi hanno dato vita ad una serie di azioni per contrastare l'arroganza dei padroni. Grosse società di logistica e distribuzione come la DHL di San Giuliano Milanese, la GLS di Cerro Al Lambro e la Bennet di Origgio si servono quasi unicamente di lavoratori delle cooperative, che sono in gran parte migranti provenienti da tutto il mondo. Il lavoro è molto duro, con turni massacranti di notte e straordinari che non vengono pagati come tali. Le angherie che sono costretti a subire - anche i lavoratori con permesso di soggiorno e contratto a tempo indeterminato - sono tantissime e fanno ben capire in quali condizioni si possano trovare i loro compagni con meno garanzie...
Ogni mese, la busta paga contiene delle irregolarità. Ferie, infortuni, ore extra spesso non vengono pagati. Di fronte all'arroganza di padroni che pensano di aver a che fare con soggetti che si possono sfruttare, insultare, e "fregare", sta nascendo un movimento di lotta in gran parte autorganizzato e sostenuto da sindacati di base davvero conflittuali come la CUB e lo Slai Cobas. Perchè, come dice Abdullah, "lo sfruttamento non comincia solo col negarti i diritti, ma col toglierti la dignità. E noi lottiamo per la nostra dignità, dentro e fuori la fabbrica".
I lavoratori parteciperanno alla giornata di mobilitazione e sciopero del 1° marzo: è un inizio, verso una vera mobilitazione nazionale organizzata e gestita interamente dai lavoratori migranti.
Interviste di Silvia Tagliabue.
Subumano sarai tu e non hai neppure il coraggio di commentare con il tuo nome.
Ipocrita!
2231942 2 years ago