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Shakespeare: sonetto 30 - trad. T. Pisanti

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Uploaded by on Jul 24, 2009

Letta da uno di quei piccoli gioielli che sono la collana i diamanti della Salerno editrice.
La traduzione di Pisanti è molto interessante: meno "rigida" (forse dovrei dire meno fedele, ma non sarebbe giusto) nella scelta delle parole di quella di Serpieri per Rizzoli, si sfrza di trovare una mediazione tra significato letterale, ritmica e senso poetico
http://www.unilibro.it/find_buy/Scheda/libreria/autore-shakespeare_william/sk...
Quando alle assise del dolce tacito pensiero
convoco la rimembranza di passate cose,
sospiro allora per l'assenza di più d'una.
e con le antiche pene lamento, in più, lo spreco
del caro tempo. E inondo l'occhio, non uso al pianto,
per i dolci amici celati in notte eterna,
e di nuovo piango per pene d'amor pur consumate,
e gemo per molte visioni ormai perdute.
Allor mi dolgo per affanni già sofferti,
e gravemente ripercorro, di pena in pena,
il triste conto di lamenti già lamentati,
che nuovamente ripago, come non già pagato.

ma se intanto il pensier va a te, caro amico,
le perdite si ristorano e l'affanno ha fine.

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