Mafia Arrestato il Fratello di Toto' Riina

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Uploaded by on Jul 1, 2011

Gaetano Riina, 78 anni, è accusato di aver collaborato alla riorganizzazione delle famiglie di Cosa nostra. Risponde anche di estorsione: avrebbe architettato una serie di ricatti a imprenditori che operano nel settore degli appalti pubblici. I carabinieri hanno arrestato anche i due nuovi reggenti della famiglia di Corleone: Giuseppe Grizzaffi e Alessandro Correnti.
I giovani mafiosi lo cercavano per un consiglio o per una raccomandazione. E lui non si tirava indietro, come fosse un vecchio padrino, anche se non ha mai avuto una condanna per mafia. Gaetano Riina, il settantottenne fratello minore del più noto Totò Riina, era ormai diventato un punto di riferimento per le nuove leve della mafia siciliana, che stanno cercando di riorganizzarsi dopo gli arresti e le condanne degli ultimi anni. Questo dicono le indagini dei carabinieri del Gruppo Monreale e del Ros, coordinate dal sostituto procuratore di Palermo Marzia Sabella e dall'aggiunto Ignazio De Francisci. Il cognome Riina conta ancora molto: Gaetano avrebbe ereditato dal fratello Totò, in carcere dal 1993, una rete di relazioni e di complicità. Per questa ragione, Gaetano Riina è stato arrestato con l'accusa di associazione mafiosa ed estorsione.

Per quasi due anni gli investigatori dell'Arma l'hanno tenuto sotto controllo, grazie a microspie e a intercettazioni telefoniche. Gaetano Riina abitava a Mazara del Vallo, nel Trapanese, ma si spostava spesso a Corleone. Nella sua città d'origine seguiva passo passo le attività dei due nuovi reggenti: Giuseppe Grizzaffi, 33 anni, figlio di una sorella dei Riina, e il cognato Alessandro Correnti, 39 anni. Anche loro sono finiti in manette questa mattina, con l'accusa di associazione mafiosa. Una quarta ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata notificata a Giovanni Durante, che risponde solo di concorso nell'estorsione contestata a Gaetano Riina, ai danni di un imprenditore del settore ortofrutticolo.

Le indagini
I carabinieri della Compagnia di Corleone hanno seguito praticamente in diretta le ultime mosse di Cosa nostra. I summit, le estorsioni fra Corleone e Mazara del Vallo, e soprattutto la gestione dei proventi degli affari. Una parte dei soldi del pizzo e gli affitti di alcuni immobili intestati a prestanome sarebbero andati direttamente a Ninetta Bagarella, la moglie di Totò Riina. Ma è tempo di crisi per Cosa nostra, e la signora Riina si lamentava dell'esiguità della sua rendita, che serviva anche per le spese legali del marito.

A tenere la cassa erano Grizzaffi e Correnti, con la supervisione di Gaetano Riina. Anche se per eredità dinastica lo scettro del potere su Corleone sarebbe spettato solo a Grizzaffi, figlio dell'ex reggente, Giovanni, sposato con una delle sorelle Riina. Ma il giovane Giuseppe Grizzaffi veniva ritenuto inadeguato per il ruolo. Anche questo emerge dalle intercettazioni. Neanche i familiari gli perdonavano la sua passione eccessiva per l'alcol. E allora era stato affiancato da Correnti.

Intanto, Gaetano Riina continuava ad atteggiarsi a tranquillo pensionato di provincia. Ma ogni tanto partecipava anche a summit mafiosi. E dispensava i suoi consigli, soprattutto per organizzare sempre nuove estorsioni, soprattutto agli imprenditori che operavano nel settore degli appalti pubblici.

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