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Omicidio Calvi, uno dei più intricati misteri italiani: attesa la sentenza di secondo grado

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Uploaded by on May 7, 2010

S'attende per oggi la sentenza di secondo grado del processo per uno dei gialli italiani più intricati, rimasto in buona parte ancora insoluto dal 18 giugno 1982. Al centro, il ritrovamento, sotto il Blackfriars Bridge (Ponte dei Frati neri) a Londra, del cadavere d'un impiccato, nelle cui tasche furono rinvenuti dei mattoni e 15mila dollari.

L'uomo era Roberto Calvi, ex presidente del Banco Ambrosiano appena fallito e personalità eminente del mondo della finanza italiana. Per la polizia britannica si trattò di suicidio, ma tale conclusione parve affrettata e incongruente, per più ragioni, alla magistratura italiana. Ebbe inizio così un'inchiesta storica, che mise in luce, a mano a mano, torbidi intrecci tra Ior, P2, Banda della Magliana e, addirittura, mafia, che avrebbe affidato a Calvi ingenti capitali, andati poi persi a seguito del fallimento del Banco Ambrosiano. Il processo cominciò a Roma nel 2005 e vide imputati l'ex cassiere di Cosa Nostra Pippo Calò, l'ex boss della Magliana Ernesto Diotallevi, il faccendiere Flavio Carboni e Silvano Victor. Due anni dopo furono tutti assolti per insufficienza di prove, ma il processo è ripreso in appello.

Con la sentenza di secondo grado attesa per oggi si potrebbe forse far luce sulla fine dell'ultimo "banchiere di Dio", anche se gli avvocati della difesa ritengono che non vi sia alcuna novità rispetto alle accuse già smantellate in primo grado. In realtà l'elemento nuovo c'è ed è di non poca importanza. Si tratta d'un appunto autografo dell'ex sindaco mafioso di Palermo Vito Ciancimino, in cui, per la prima volta, accanto al nome di Calvi spunta quello del senatore Marcello Dell'Utri. Un messaggio ritrovato da Massimo Ciancimino, figlio di Vito, che due mesi fa, durante un'audizione del processo d'appello, ha ricostruito i rapporti tra suo padre e il banchiere, il passaggio di tangenti, i legami di Ciancimino con lo Ior e Pippo Calò.

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