La multinazionale Giapponese AGC chiude un intero reparto del suo stabilimento di Cuneo (Tetto Garetto):
67 dipendenti in cassaintegrazione straordinaria e chiusura definitiva entro fine anno, 67 famiglie di lavoratori colpite dalla crisi (anche se "qualcuno" continua a dire che la crisi "non c'è" o "è già finita").
Con tre fabbriche in Italia (Cuneo, Roccasecca di Frosinone e Salerno), la AGC ha deciso l'altra settimana lo stop della produzione di cristalli per auto. Un fulmine a ciel sereno, fino a pochi mesi fa si faceva lo straordinario, ora la chiusura: sempre la stessa storia, vista e rivista: una multinazionale che acquisisce uno stabilimento nel nostro territorio sempre più martoriato dalla crisi, munge soldi dal pubblico, poi presi i soldi scappa altrove (Europa dell'est, India, Cina) in questo caso seguendo i nuovi mercati dell'auto.
I lavoratori hanno iniziato mercoledì un duro e difficile presidio permanente di fronte ai cancelli della fabbrica (che in tutto impiega oltre 210 dipendenti nella produzione di vetri e specchietti per auto) per chiedere che l'azienda trovi delle soluzioni ragionevoli per mantenere l'occupazione e per migliorare le condizioni di lavoro sotto materiali di Eternit (vietati da anni ma non ancora sostituiti)
Il GAP cuneese, inoltre, solidarizza con i lavoratori in presidio con una raccolta fondi da destinare al presidio: 1 euro di pane + 1 euro per le casse di resistenza AGC
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