Uploaded by andreamorucchio on Feb 27, 2008
Multimedia resistance artistic lab at Biennale di Venezia 2005 curated by Andrea Morucchio & Interno3
Mars Pavilion, artistic resistance laboratory in the heart of the 51st Biennale 2005
curated by Andrea Morucchio & Interno3
Mars Pavilion is the result of collective labour and it therefore does not follow a specific theory. It for instance does not believe that traditional aesthetics - i.e. the institutional expo - should be overwhelmed. We are well aware of the constitutional value of the exhibition's formula, but Mars Pavilion finds its own strength in being an occupied space, which comes as a precise political strategy and as a social action attitude that most seriously read the relation with its territory. This does not mean that Mars Pavilion's goals are set in a national and provincial mentality, it actually means that Mars Pavilion aims to be part of the irreducible flows that are global protests against neoliberism, which tries to neutralise differences, creativity and radicality.
Mars Pavilion stands in a paradox, in the involvement of aliens that cannot be alienated, of martians that are willing to self-detrminate thier lives on planet earth. We - martians - believe that experiencing life is absolutely central and this is why many of us chose to have political and social action deeply rooted in our every day life. We refuse to think that elections or benefits are the border of our influence in this society. We reclaim artistic experiences without banal conflicts or grotesque linguistic ingenuousness. We mean to experiment arts by overcoming institutional artistic milieu and aesthetisms, which are sometimes unignorable but which too often melt arts into an illusory mirage. Mars Pavilion can remind arts of their capacity of expressing a more complex panorama, made of territorial practices, of different interests and priorities, of social and extra-artistic relations, etc.
Mars Pavilion è una tappa, il punto in cui una serie di percorsi collettivi e individuali (politici, culturali, artistici) hanno deciso di convergere temporaneamente per divenire visibili in un tentativo di somma coerente. Il Padiglione Marte è un meta Padiglione. La sua radicalità risiede principalmente nella riflessione intorno alla propria natura di contesto artistico, ovvero nella negazione stessa che un contesto "puramente" artistico possa essere un veicolo soddisfacente per tutti quei lavori (anche provenienti da ambiti attivisti) che oggi intendono parlare del nostro mondo, di globalizzazione o società. Mars Pavilion, essendo il frutto di uno sforzo collettivo, non segue un'unica direzione teorica. Ad esempio, non riconosce come proprio obiettivo prioritario la soppressione dell'esperienza estetica tradizionale e decontestualizzante, cioè quella appositamente immaginata per lo spazio espositivo istituzionale. Pur nella coscienza dell'importanza della formula espositiva (della padronanza del linguaggio mostra), il Padiglione Marte individua la propria forza principale nella sua natura di spazio occupato, risultato di una precisa volontà politica e di un'attitudine all'azione sociale che interpretano con la massima serietà il rapporto con il territorio. Ciò non significa che il Padiglione Marte accetti di incarnare una mentalità nazionalistica o provinciale, al contrario, esso vorrebbe situarsi all'interno di quell'irriducibile flusso di protesta globale che si oppone alle logiche neoliberiste e alla loro capacità di neutralizzare e alienare la radicalità, la differenza e la creatività.
Mars Pavilion si regge su di un paradosso, sull'impegno di un gruppo di alieni inalienabili, di Marziani fortemente decisi ad autodeterminare le proprie vite sul pianeta Terra. Anche per noi Marziani l'esperienza riveste un ruolo di assoluta centralità, ecco perché molti di noi scelgono di calare la dimensione politica o dell'attività sociale all'interno della propria quotidianità, rifiutando così che il momento della delega attraverso il voto o attraverso la semplice beneficenza possa rappresentare il limite della nostra influenza su questa società.
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