Le strategie per ridurre il debito pubblico possono prevedere anche un aumento del deficit ( quindi il debito nell'immediato in realtà aumenta ) al fine di rilanciare consumi e la circolazione della moneta nel sistema produttivo.
In questo modo lo Stato preleva forzatamente (coi tributi), ridistribuisce ( con i servizi che eroga) e poi recupera di nuovo tassando. Dato che la spesa ha creato sviluppo la seconda volta che tassa dovrebbe recuperare più di quello che aveva speso prima. " spendi e tassa". Tuttavia in un sistema economico globale come quello attuale il "deficit spendig" va in buona parte ad aiutare le economie degli altri paesi della UE e di grandi paesi esportatori come ad esempio la Cina.
Per molti anni l'Italia ha fronteggiato l'aumento del debito attraverso l'inflazione. L'inflazione anno dopo anno faceva diminuire il valore effettivo ( in costanza di nominale) delle rendite e quindi dei debiti. Il debito saliva ma il suo valore reale restava uguale o calava. Dopo l'ingresso nella Unione monetaria tale strategia non è più possibile per via della scelta delle politiche europee di combattere l'inflazione e garantire in Europa la stabilità dei prezzi.
La modifica della Costituzione italiana con l'introduzione dell'obbligo di pareggio per il governo, bloccherebbe la possibilità di generare deficit e quindi alla lunga permetterebbe di non aumentare, se non di ridurre, il debito.
Considerazione particolare richiede l'urgenza di accelerare il processo di unificazione politica dell'Europa. L'Europa di oggi è la somma delle democrazie nazionali europee, ognuna con i suoi limiti e condizionamenti ed in particolare risente dell'influenza dominante della Germania per quanto riguarda la sovranità sulle emissioni monetarie.
Solo un Europa ove il parlamento abbia piena potestà legislativa in base alle maggioranze elette da tutti i cittadini europei e il capo del governo sia eletto dal popolo europeo, direttamente o indirettamente, può avere la capacità di affrontare al meglio le scelte politiche e sociali necessarie per affrontare i problemi dei debiti sovrani e dello sviluppo economico europeo.
Quando ad esempio gli elettori italiani applaudiranno in una piazza di Milano e porranno le loro speranze ed attese in un politico europeo dello Stato della Francia, Spagna o Germania così come potranno farlo gli altri europei per un loro rappresentante originario dell'Italia, allora saremo sulla via della crescita politica ed economica.
Occorre anche considerare che la crisi dei debiti sovrani è un riflesso della crisi strisciante e globale relativa alla necessità di riprogettare i sistemi economici in vista dell'esaurirsi delle energie non rinnovabili.
Le strategie di riadattamento dell'economia globale ed in particolare del settore finanziario ( finanza = denaro nel tempo) ad un modello di sviluppo di cui ad oggi non si possono prevedere altro che i tempi di gestazione e gli alti costi in ricerca e sviluppo, determinano continui momenti di crisi alternati a prese di beneficio.
Fa piacere leggere delle critiche, anche i prof. devono ascoltare chi la pensa in modo diverso. Ho visto il video di noeoso su moneta, deficit e crisi e sentito con interesse la riproposizione delle teorie minoritarie di Paolo Barnard riassunte in modo efficace. Chiedo però, per rispetto di chi ci segue in rete, di spiegare brevemente come noeoso intende la materia magari dopo avere riascoltato attentamente la parte del video che riguarda l'inflazione sui cui sottintesi impliciti convergiamo.
TVscuola 2 months ago