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Grazie alla spettroscopia astronomica possiamo individuare con la massima precisione quali elementi chimici si trovano in un corpo celeste. Anche a milioni di anni luce di distanza. Fu la scoperta di un grande scienziato tedesco, Joseph Fraunhofer, a rendere possibile il metodo con cui da Terra gli scienziati sono in grado di analizzare la composizione chimica dei corpi celesti a distanza di milioni di anni luce e con estrema precisione. Studiando nel 1814 lo spettro del Sole, cioè la suddivisione della sua luce nelle diverse lunghezze d'onda, Fraunhofer scoprì una serie di righe nere: come dei "buchi" nello spettro.
Più tardi si capì che le righe sono dovute all'assorbimento di precise lunghezze d'onda della luce da parte dei diversi elemti chimici. In pratica, ogni elemento ha una sua "firma" caratteristica, poichè assorbe la luce su alcune definite lunghezza d'onda. La scoperta ha portatoalla nascita della spettroscopia astronomica. Così gli scienziati, quando vogliono scoprire la composizione di una stella ma anche di un altro elemento dell'Universo, come le nubi di polvere interstellare, fanno lo spettro della luce emessa o riflessa dall'oggetto sulla Terra e poi vanno a vedere dove si trovano le righe. Sono così in grado di capire subito quali elementi sono presenti. Con questa tecnica già nel 1868 Norman Lockyer scoprì nel Sole l'esistenza di un elemento chimico fino a quel momento sconosciuto, l'elio (il secondo elemento più abbondante dell'Universo dopo l'Idrogeno) poi rintracciato anche sulla Terra
era proprio necessario usare er finestra?
thegreatmasteryuri85 1 year ago 2
geografia astronomica!
Lui191 2 years ago