Severo Monito ( Afasia, 23 luglio 1958 ) è tornato alla regìa dopo un lungo periodo di inattività. Disgustato da squallide vicissitudini di carattere fiscale ( questioni da cortile che lo hanno allontanato per anni dal mondo del cinema ) torna finalmente con una pellicola degna del suo vissuto. L'esperienza difficile con la quale s'è dovuto misurare lo ha portato ad approfondire la conoscenza di se stesso, maturando la serena convinzione che l'amicizia non esiste. Un pensiero amaro, efferato atto d'accusa contro una società sempre più affetta da inguaribile egotismo. Da questa delusione nasce un film di denuncia, intriso di livore verso tutto ciò che si frappone tra la voglia di esprimersi e l'incapacità dell'altro di prestare, se non soldi, almeno un minimo di attenzione.
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