Crotone: altri arresti nella cosca Vrenna-Ciampà-Bonaventura

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Uploaded by on Feb 11, 2011

Se i boss sono in galera, tocca alle nuove leve darsi da fare. E così la potente cosca Vrenna-Ciampà-Bonaventura si era riorganizzata, per non perdere il controllo del traffico di droga e armi. Adesso, con il seguito dell'operazione effettuata il 21 gennaio, la polizia ha dato un altro duro colpo al cartello criminale egemone nella città pitagorica, dando esecuzione a 28 provvedimenti cautelari. Le accuse sono di associazione di tipo mafioso, detenzione di armi, traffico di stupefacenti, estorsione, atti intimidatori e danneggiamenti nei confronti di imprenditori e familiari di collaboratori di giustizia. Dalle indagini è emerso che le famiglie storiche di Crotone dei Vrenna-Ciampà-Bonaventura, dopo i numerosi arresti subiti, avevano deciso di costituire un nuovo cartello criminale, formato dagli uomini più fidati e fedeli, investendo Antonio Gaetano Vrenna della direzione della nuova associazione malavitosa. Tra i destinatari delle ordinanze di questa operazione c'è anche chi stava progettando un attentato ai danni del PM della Dda di Catanzaro Pierpaolo Bruni. Il magistrato è stato più volte pedinato ed esiste un'intercettazione telefonica in cui uno degli arrestati, poco prima del Natale dello scorso anno, dice "adesso facciamo un bel regalo a Pino". Pino è Giuseppe Vrenna, boss della cosca, che proprio in quel periodo ha iniziato a collaborare con la giustizia facendo le prime rivelazioni al PM Bruni. Secondo gli investigatori, il "regalo" era l'attentato al magistrato, per il quale erano stati contattati dei sicari di Lamezia Terme. Nell'inchiesta della Dda è indagato anche Gianluca Marino, del Pdl, assessore alla Provincia di Crotone, che si è dimesso dopo essere rimasto coinvolto nell'indagine. Marino è accusato di voto di scambio. Secondo gli inquirenti avrebbe avuto il sostegno di alcuni esponenti della cosca Vrenna in cambio di denaro. A Crotone, intanto, c'è attesa per gli sviluppi che emergeranno dalle dichiarazioni del boss Pino Vrenna, che dalla fine dello scorso anno ha iniziato a collaborare con gli inquirenti. Le sue dichiarazioni non sono confluite nell'operazione di oggi, ma potrebbero provocare un vero e proprio terremoto. Vrenna, infatti, è a conoscenza di tutti i traffici illeciti dell'organizzazione, ma anche dei rapporti con gli ambienti della politica e dell'imprenditoria instaurati negli anni dalla cosca. I suoi familiari hanno deciso di rinunciare al programma di protezione, dissociandosi apertamente dalle posizioni del pentito.

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