La festa di Pizzonero e` particolarmente attesa dagli appassionati di danze delle Quattro Province, per il suo svolgimento tutto speciale. Il piccolo paese, nascosto nel cuore della val Boreca, e` infatti raggiungibile in auto solo con un lungo percorso di montagna, mentre il collegamento piu` breve con le valli vicine rimane quello a piedi, lungo la mulattiera proveniente da Belnome che attraversa splendidi boschi. E` da qui che nel tardo pomeriggio del 20 agosto, giorno di San Bernardo patrono del locale oratorio, arrivano Stefano Valla e Daniele Scurati, come un tempo arrivavano dai paesi vicini i loro grandi precedessori Brigiotto o Jacmon. Partiti alle 14 da Cegni con un gruppo di amici e appassionati che man mano si ingrossa, si sono fermati a portare i suoni del piffero anche a Vesimo e a Belnome, da cui dopo una doverosa merenda si prosegue appunto a piedi. Una volta arrivati ci si riposa e si cena all'aperto tra le aie e la fontana, per poi dare inizio al ballo, che e` allestito alla vecchia maniera attorno a un ippocastano che regge un tendone. Una volta all'anno la vecchia pianta si vede circondare da un girotondo di ballerini, che si puo` anche raddoppiare quando, come qui, lo spazio diventa troppo esiguo per contenere tutti i presenti. Alcuni si fermeranno fino a tarda notte, e dopo un pisolino su un giaciglio di fortuna rientreranno a Belnome solo alla luce dell'alba.
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