di e con
Ippolito Chiarello
drammaturgia video e suono
Davide Faggiano
direttore di produzione
Anna Miccolis
assistente di produzione
Marcella Buttazzo
documentazione video e foto
Chiara Zilli
Pantaleone, monaco basiliano presso il Monastero di San Nicola di Casole, nel 1163, in pieno medioevo, realizza unopera straordinaria, in unepoca buia, povera di immagini: il mosaico della cattedrale di Otranto. Unopera sorprendente e densa di strade da seguire. Difficile scegliere cosa raccontare. Affascinante immergersi totalmente nel mosaico e magari dare una lettura sensoriale dello stesso. Stimolare la fantasia, rimettere in moto la possibilità di guardare profondamente le cose che ci circondano. Affidare ai sensi dei bambini questopera importante può regalare alla storia dei nuovi tasselli musivi. Animali, alberi, figure, come si trasformano negli occhi dei bambini? Come negli occhi dei grandi che sono stati bambini? Tutti sanno che esiste il mosaico di Otranto, ma pochi lo conoscono almeno un po. Conoscere significa difendere. Iniziare a spiegare il mosaico ai bambini è una possibilità di costruire una coscienza della ricchezza della nostra terra e creare, difensori del futuro e osservatori critici.
Con questa scrittura teatrale, si entra nel mosaico della cattedrale di Otranto da protagonisti, utilizzando i nostri occhi ogni passo è un salto da una storia allaltra, da una leggenda allaltra.
Un percorso sensoriale che introduce il piccolo e il grande visitatore in questo immenso mare fatto di minuscole pietre colorate, per ascoltarne e scoprirne i suoni, larmonia dellinsieme e, nello stesso tempo, la musicalità di ogni singola figura gli odori, la consistenza delle pietre, che raccontano una grande storia. Una maestosa composizione musicale.
Tante le interpretazioni, affascinanti, umane, religiose, filosofiche, scientifiche noi facciamo un viaggio dei sensi nei sensi partendo da noi, dalla nostra esperienza di uomini, di bambini.
Conoscere significa difendere................
“Non sa nulla chi della patria le cose ignora.” De Finib, lib. I Cap II.
NON ESISTONO PAROLE PIU' SAGGE
arthas71 8 months ago