Lo spettacolo porta alle estreme conseguenze il congedo dalle illusioni e la prospettiva metateatrale de La Tempesta. Ariel e Kaliban, servi di scena e compagni di 'cella', sono creature beckettiane chiuse nel deserto, in una scanzonata attesa della tempesta e dell'arrivo di Prospero. Se i due così tragici, ridicoli, irridenti, rappresentano la caduta degli uomini, Prospero è il sogno necessario, la parola che crea l'isola, 'dove la vanità è meraviglia'.
TEMPESTATI
testo e regia di CHIARA GUARDUCCI
con MAURO BARBIERO, SONIA COPPOLI, SIMONE ROVIDA
disegno luci GIORDANO BARATTA
assistente luci GIONATA RACCAGNI
coreografie BRUNELLA BALDI
musica originale KIMAGURE
foto SANDRA NASTRI
videoclip GEG
si ringrazia la CASA DELLA CULTURA di via Forlanini, Firenze
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