L'ISOCHIMICA era un'azienda con sito produttivo contiguo alla stazione ferroviaria d'Avellino, che si occupava, in seguito ad una commessa delle FERROVIE DELLO STATO, della rimozione dell'AMIANTO dalle carrozze.
Le inadempienze cominciano subito, infatti, alcuni lavoratori, denunciano, con il sostegno d'associazioni ambientaliste e forze politiche, la violazione di tutte le norme di legge in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro.
A distanza di 23 anni riesplode il dramma dei lavoratori dell'ex Isochimica. Lo ripropongono con forza i risultati delle analisi mediche a cui si sono sottoposti gli operai per sapere se e come l'amianto con cui sono stati a contatto abbia avuto conseguenze sulla loro salute.
Vengono dall'esame dei risultati delle analisi di un ex dipendente (il cui nome per motivi di privacy non è possibile riportare) che, assieme ad altri 49 colleghi, grazie alla richiesta dell'avvocato Ezio Bonanni, dell'Osservatorio nazionale amianto, ha ottenuto le visite nel laboratorio di sanità pubblica dell'area vasta Toscana Sud Est, con sede a Siena.
Sono 992 in totale le fibre di asbesto, cioè di amianto, rilevate nei suoi polmoni attraverso il metodo in microspia elettronica a scansione dei liquidi di lavaggio bronco alveolare e dei tessuti biologici. Per intendersi: basta una sola fibra nei polmoni per provocare il rischio di ammalarsi di un tumore maligno e ci sono operai a cui è stata riscontrata la presenza addirittura di circa 3000 fibre di asbesto.
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