Mi siedo al pianoforte, apro lo spartito e lo appoggio al leggio. Osservo questo vecchio brano, leggo i caratteri che formano il titolo: Emozioni, 5 gennaio 2000.
La carta è gialla e profuma di polvere e grafite. Sì, le note sono state scritte con precisione maniacale con la mia vecchia matita HB, morbida, che mi consentiva di scrivere quei pallini spessi al punto giusto. Quanto amavo scrivere!
La matita è solo il mezzo, trasmette lenergia dal cuore al braccio, alla mano, alle dita, e trasferisce sulla carta magia.
Continuo ad osservare incantato la musica scritta sul pentagramma, ripasso mentalmente i colori e cerco di far riaffiorare nella mia mente melodia ed armonia.
Sfioro lo spartito con le dita.
Sorrido.
Inizio a suonare, la tastiera la conosco bene, tuttavia il brano risulta stentato, mi sento lo studente che legge a prima vista.
Cerco di interpretare quei segni neri per far rivivere le Emozioni che tanto tempo fa hanno portato alla nascita del brano, il mio brano.
Ad un certo punto incontro un errore, proprio lì, in agguato, un Do# che fa proprio a cazzotti con larmonia. Mi fermo, sospiro, che fare? Il primo istinto è di riportare tutto alla perfezione, gomma, matita e correggere.
Poi si fa largo lorgoglio e riprendo a suonare. Sono convinto che quellerrore in futuro potrò sempre evitarlo.
Ripeto la battuta 35 e sbaglio ancora. Capisco che lì, cadrò sempre in errore.
Sorrido.
La mia vanità non è passata impunita, ma ora un nuovo sentimento nasce da quel passaggio: la fragilità, la fragilità data dallerrore.
Luomo è portato a sbagliare, è insito nella nostra natura ed è dallerrore che dobbiamo trovare la forza di riprendere ed andare avanti.
Lascerò quel Do# al suo posto e sarò felice di sbagliare ogni volta.
Continuo e cerco di riportare alla luce quei sentimenti scritti su carta: i forte, i piano, le loro variazioni, insomma quelli che in musica non a caso prendono il nome di colori, accompagnati dallespressione. Mi rendo conto che è difficile, ripeto il brano diverse volte, ma nulla, tutto è come velato. Velato dai ricordi che non mi permettono di svolgere il mio lavoro di interprete.
Poi finalmente capisco.
Non è possibile riprodurre le Emozioni di 9 anni fa: ho scritto il brano per immortalare un momento particolare della mia vita, scritto per esorcizzare i miei sentimenti.
Ma la Musica non esorcizza, eleva.
Ora tutto è più chiaro. Le note scorrono sotto le mie dita, seguendo una diteggiatura mai dimenticata, ed ecco le Emozioni: nuove Emozioni.
Lì dove cera Passione, ora cè Amore;
Dove regnava Rabbia, ora prende spazio la Consapevolezza;
Dove Rassegnazione, ora cè nuova Vita.
Sorrido.
Sono commosso... sembrerà strano ma ho capito tutto di questo pezzo, di ciò che provi quando lo suoni. Mi ha ben trasmesso l'emozione che hai quando la suoni adesso ma ti assicurò che l'emozione di tanti anni fa da basso in questo giro musicale travolgente! Bravo.
ilterroredeisettemar 2 years ago
Grazie mille :)
lucadc80 2 years ago