Il Corpo secondo gli Antichi
The Body by the Ancients
The photographs at 0:34, 3:02 and 3:10 are of the great italian photographer Mimmo Jodice (this citation is a little tribute to his art)
The sculpture represented in this video are in Neaples Archeological Museum, except those at 3:47 in Louvre Museum, Paris; at 4:13 in Glyptothek of Munich, and at 9:12 and 9:19, in Prado Museum, Madrid.
Music:
1) 'Pavor', an example of reconstruction of ancient roman music by Synaulia (a group which for many years worked trying to realize a scientific and plausible reconstruction of the ancient greek and roman music)
2) Space Weaver, by Lisa Gerrard
"Se è vero che io ho coscienza del mio corpo attraverso il mondo, se è vero che esso è, al centro del mondo, il termine inosservato verso il quale tutti gli oggetti volgono la loro faccia, è anche vero, per la stessa ragione, che il mio corpo è il perno del mondo, e in questo senso ho coscienza del mondo attraverso il mio corpo".
M. Merleau-Ponty, Fenomenologia della percezione (1945)
"If it is true that I am aware of my body through the world, if my body is - at the center of the world - an unnoticed object towards which all things turn their face, it is also true, for the same reason, that my body is the pivot of the world, and in this sense I am conscious of the world through my body".
M. Merleau - Ponty, Phenomenology of perception (1945)
Il filosofo italiano Umberto Galimberti soffermandosi sul concetto di 'ingenuità' del corpo ricorda come per i latini 'ingenuus' fosse una parola dotata del significato di 'nativo', 'originario', 'libero'. Se questo è il senso della parola - sostiene - soffermarsi sulla ingenuità del corpo significa incontralo nella sua condizione originaria, affrancato dalla equivalenza in cui si esprime ogni codice con l'ordine delle sue iscrizioni; significa restituirlo alla sua forma nativa, alla sua natura, con la avvertenza husserliana per la quale questa natura non è la natura nel senso delle scienze, bensì ciò che per gli antichi greci valeva come natura, quella che si apriva di fronte ai loro occhi, la realtà naturale nella dimensione del mondo-della-vita.
Educati come siamo dalla metafisica della ragione disgiuntiva invece che dall'ambivalenza del mondo-della-vita, sappiamo che trattare 'ingenuamente' il corpo porta con sé il rischio della 'ingenuità' nel senso abituale e deteriore del termine. Ma qui il deterioramento della parola è il sintomo di una perdita, la perdita di una primitiva innocenza che lo sviluppo della ragione, ruotando su sé stessa nel più iperbolico dei circoli viziosi, finisce col tradire, smascherando il vuoto che la sottende, per aver obliato il mondo-della-vita. Questo mondo, prima di ospitare formule e idee, ospita corpi e cose, in quelle relazioni naturali che solo l'astrattezza del pensiero puro, nella solitudine del suo isolamento, può giudicare meno reali delle sue costruzioni.
Love it, thanks so much for this beauty!
IceBarrier 2 years ago 3
fantastic! very beautiful!
adnauseam7 2 years ago 3