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BERLUSCONI interviene all'Assemblea dell'Unione Industriali

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Uploaded by on Oct 22, 2008

NAPOLI - Silvio Berlusconi indossa i panni del "presidente imprenditore" per rassicurare gli industriali e convincerli che il governo è al loro fianco nel fronteggiare la crisi; ma anche l'elmetto per attaccare duramente e a più riprese l'opposizione che invece di collaborare preferisce scendere in piazza. Insomma, in oltre un'ora di intervento davanti all'Assemblea dell'Unione industriali di Napoli, dove in prima fila siede Emma Marcegaglia, il presidente del Consiglio sfodera le sue migliori armi oratorie per conquistare definitivamente una platea che, dopo gli anni di freddezza dell'era Montezemolo, è tornata a essere della sua parte. Il premier parla subito dopo il presidente di Confindustria. E fin dal principio chiarisce da che parte sta. "Condivido tutto quello che ha detto la vostra bravissima presidente", esordisce. Per far capire che non scherza, un po' platealmente, consegna il suo discorso al padrone di casa, Giovanni Lettieri, spiegando: tanto "avete detto tutto voi". Poi, a braccio, inizia con un attacco frontale a Walter Veltroni: "I problemi si risolvono solo nel nostro modo, lavorando e non certo andando in piazza per manifestare". Per far capire la differenza "fra noi e loro", elenca le cose fatte dal governo: dall'emergenza rifiuti ("Napoli sarà la città più pulita del Paese") all'Alitalia ("abbiamo evitato una svendita ad Air France"); dal nucleare ("la prima centrale sarà aperta fra 7 anni"), alle infrastrutture ("ripartiamo con le grandi opere"). Il tutto condito con battute ("sono un napoletano nato a nord"), annunci a sorpresa ("il Pdl sarebbe fierissimo di avere Lettieri alla guida delle prossime elezioni della Regione Campania o, a vostra scelta, per la città di Napoli") e promesse ("faremo un'azione decisissima contro l'evasione"). Ma è sulle richieste che la Marcegaglia ha appena esposto (aiuti alla capitalizzazione delle imprese e aliquota agevolata sugli utili) che il Cavaliere tenta di convincere definitivamente la platea. Da una parte accontenta la leader degli industriali, annunciando la convocazione di un tavolo fra banche e imprese a palazzo Chigi.

Scopo: evitare una stretta del credito ai danni delle aziende. Dall'altra, assicura lo stanziamento di un "fondo" per misure in favore delle imprese. Ma di contenuti, così come di cifre, non parla. E così l'effetto sorpresa è smorzato e le sue parole vengono accolte senza troppo entusiasmo. Certo, gli applausi non mancano. Come quando ribadisce l'intenzione di "ridurre l'eccessiva pressione fiscale" introducendo il quoziente familiare. Tuttavia, precisa, ciò sarà fatto solo quando i conti pubblici lo "consentiranno", perché il Cavaliere intende rispettare l'impegno di portare il debito sotto il 100% del pil entro il 2011. Berlusconi rivendica di aver mantenuto la linea liberista in economia nonostante la crisi, tenendo lo Stato lontano dalle banche.

Certo, aggiunge, "forse due o tre banche oltre a Unicredit avranno dei vantaggi a aumentare il proprio capitale", ma ciò sarà fatto ricorrendo al mercato. Apre quindi alla presenza di fondi sovrani nei capitali delle imprese italiane, pur auspicando un tetto del 5%. Persino sull'ambiente, la difesa sembra dettata dalla volontà di accontentare Confindustria: "Siamo un paese manifatturiero e non possiamo, in un momento di crisi come questo, caricarci il costo di qualcosa che è irragionevole", dice rispondendo indirettamente agli appelli di Nicolas Sarkozy. Nel discorso del Cavaliere non mancano altri accenni polemici contro il centrosinistra. "In Italia - dice in un passaggio - l'opposizione non guarda all'interesse nazionale, ma solo al proprio tornaconto politico". Quanto alle proteste contro la riforma della scuola, rincara la dose poco dopo: "é inaccettabile che si strumentalizzino anche i bambini", sostiene. Infine, nel confermare la linea di non andare nei salotti Tv per evitare "risse con gli oppositori", dice che è inutile scontrarsi con chi spesso "farnetica e blatera". Nell'ultimo passaggio, il presidente del Consiglio critica apertamente le organizzazioni multilaterali. Basta con le Nazioni Unite, la Banca Mondiale e il Fondo monetario internazionale, dice in sostanza Berlusconi, sostenendo che si tratta di istituzioni "pletoriche" e "burocratizzate" in cui prendere decisioni è diventato impossibile. A suo giudizio, l'unico strumento per gestire la "governance" dell'economia mondiale è trasformare il G8 in un 'Super G' in cui sia rappresentato l'80% dell'economia del pianeta.

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  • menomale che Silvio c'è!!

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