Racalmuto oggi: blitz antidroga e anticorruzione - Operazione "Sorgente" (Teleacras - Ruoppolo)

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Uploaded by on Oct 7, 2010

http://regalpetraliberaracalmuto.blogspot.com/
Agrigento. Un'inchiesta che mette insieme droga e reati contro la pubblica amministrazione. Di presidenti di Consorzi idrici che avevano trasformato la sede dell'Ente in un vero e proprio centro dello spaccio e di sindaci che espressamente e senza tanti giri di parole chiedevano - secondo la Procura - tangenti o l'assunzione dei propri figli. Nell'inchiesta è finito anche Angelo Graci, il sindaco di Licata che governa dall'esilio perché il giudice undici mesi fa gli ha imposto il divieto di dimora nella città che amministra per una bruta sotria di tangenti perché si teme che possa "reiterare il reato". questa volta invece Graci è finito nei guai perché avrebbe cercato di "barattare" la consegna degli impianti idrici alla società che ha ottenuto la gestione del servizio idrico integrato. la Girgenti Acque, con l'assunzione dei due suoi figli.
L'accusa per Graci stavolta è di istigazione alla corruzione. L'altro sindaco finito nei guai è Salvatore Petrotto, primo cittadino di Racalmuto. L'accusa per lui e per il presidente del Consorzio idrico del Tre Sorgenti è di concussione. I due, secondo l'accusa, avrebbero tentato di costringere Giuseppe Giuffrida, amministratore delegato della Girgenti Acque a pagare loro una somma di denaro. Mattina avrebbe chiesto denaro senza specificare quanto ma aggiungendo "pochi, maledetti e subito", Petrotto invece avrebbe preteso 1700 euro al mese. Secondo la Procura i due, facendo leva sul fatto che il Consorzio Tre Sorgenti aveva attivato una serie di iniziative legali, fra cui, anche, alcune istanze di fallimento della Girgenti Acque, hanno danneggiato la società non consegnando loro gli impianti e le strutture idriche, chiedendo espressamente a Giuffrida i soldi. Un reato che secondo la Procura non si è consumato per la netta opposizione di Giuffrida. Si tratta di vicende emerse nell'ambito di un'inchiesta che ha portato a 19 arresti nell'Agrigentino.
Al centro delle indagini, portate avanti dalla squadra mobile di Agrigento e dal commissariato di Polizia di Canicattì, il consorzio idrico Tre sorgenti di Canicattì, dove sono state effettuate intercettazioni audio e video. I provvedimenti restrittivi sono stati emessi dal gip Alberto Davico su richiesta del procuratore capo Renato Di Natale, dell'aggiunto Ignazio Fonzo e dei sostituti Giacomo Forte e Andrea Bianchi. La droga, cocaina, veniva venduta anche a 75 euro a dose. Secondo la Polizia era stato messo su un vero e proprio outlet della droga. In qualche caso la polvere bianca veniva mischiata con del bicarbonato. Calogero Mattina, avvocato e presidente del consorzio idrico Tre sorgenti, è accusato di avere ceduto cocaina al sindaco di Racalmuto, Salvatore Petrotto che, peraltro, nei mesi scorsi, ammise di avere snuffato nel corso di una intervista televisiva. Petrotto è stato in questi mesi vicino all'Italia dei Valori, poi al MpA ed anche al Pd.
I carabinieri, un anno fa, nell'ambito di una operazione antidroga denominata "House Delivery" arrestarono anche un assessore della sua giunta, Luigi Di Naro di 33 anni. In quel caso la droga veniva importata cocaina dal Sudamerica nascondendola nelle batterie dei cellulari. In questo caso invece la cocaina veniva ritirata - anche con l'auto blu del Consorzio - a Catania e a Palermo. I provvedimenti sono stati notificati oltre che a Calogero Mattina anche a Sergio Rosario Condello, 25 anni, Carmelo Giardina, detto "Emanuele", 25 anni, Vincenzo Guagenti 25 anni, Francesco Gallo 26 anni. Fabio Gallo 25 anni, Fabio Li Vigni, Carmelo Corbo 32 anni, tutti di Canicattì di Canicattì; Calogero Messina, detto "Rino" 28 anni di Caltanissetta, Angelo Brunetto, 23 anni, di Agrigento, residente a Racalmuto, Salvatore Puma, 33 anni, di Agrigento, residente a Racalmuto, Eleonora Salamone detta "Lola" 22 anni, di Favara, residente ad Agrigento, Mario Fucà, 25 anni, di Agrigento, Diego Sciascia, 45 anni, Vincenzo Di Franco 55 anni, Salvatore Gettino,29 anni. Agli arresti domiciliari, Marco Ragusa, 20 anni, di Canicattì, Giacinto Piazza, 20 anni, Ivan Luca Alaimo, 24 anni, di Palermo

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