Il rito medioevale dei "Vattienti" chiude i festeggiamenti della settimana Santa.
Durante la processione del Sabato Santo, mentre la banda intona musiche funebri, tra la folla appare un gruppo di tre uomini seminudi che di corsa arriva davanti alla statua dell'Addolorata : sono il flagellante o " vattiente", seguito da un uomo che porta il vino per disinfettare le ferite che il "vattiente" si procurerà e dall'altro uomo che porta la corona di spine.
Il flagellante si inchina davanti alla Madonna. si segna e comincia a martoriarsi con violenti colpi, i polpacci e le cosce con il "cardo", un pezzo di sughero cosparso di cera nel quale sono infissi 13 pezzettini di vetro che sporgono di qualche millimetro; il sangue comincia a sgorgare e a colare fino a terra misto al vino che gli viene spruzzato sulle gambe.
Questa operazione si ripeterà altre volte davanti ai sagrati delle chiese, davanti alle croci, ai calvari ed ai "sepolcri", sulla soglia di qualche casa amica e davanti al cancello del carcere.
L'impegno del voto per le grazie richieste o il ringraziamento per quelle ricevute che il "vattiente" aveva fatto, è stato mantenuto.
I gruppi sono molteplici ed ognuno ripeterà lo stesso rito.
Davanti al ogni stazione dove il "vattiente " si è fermato, restano macchie di sangue misto al vino, tutto il paese è pervaso da un nauseante odore di sangue ed alcool.
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