I sonetti a Villar Focchiardo (19 settembre 2009)

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Uploaded by on Jun 13, 2010

Alcuni momenti della distribuzione dei sonetti a Villar Focchiardo (TO), Val di Susa, per la festa patronale dei santi Cosma e Damiano. Le immagini sono state girate durante la ricerca per la tesi di laurea in Antropologia della musica "Le bande e le squadre da ballo: i repertori tra liscio e tradizione", di Dario Mimmo (Università degli Studi di Torino, facoltà di Scienze della Formazione, a.a. 2009-10).
I sonetti (sunèt) sono dei componimenti in versi di contenuto variabile, ma spesso a carattere ludico o nostalgico. Possono essere in piemontese o in italiano, di solito scritti da uno o più componenti della banda e poi stampati. La distribuzione del sonetto, diffusa in tutta la Val di Susa e in Val Sangone, è legata ai festeggiamenti per il patrono del paese, ed è in definitiva una sorta di questua: la banda, divisa in due squadre, percorre tutto il paese. Durante il giro, che dura due mezze giornate, si suonano ballabili e marce, con lo scopo di attirare l'attenzione della gente, mentre di casa in casa si distribuisce il sonetto in cambio di un'offerta per la festa. Alcune famiglie offrono anche vino, bibite e cibo per rifocillare i musicanti.
Le squadre vengono composte tenendo conto del giusto assortimento di strumenti, che rispecchia quello tipico dell'organico "da ballo" (vedi http://www.youtube.com/watch?v=2KlRgugIOnU)

Dario Mimmo (dario.mimmo@gmail.com)

Abstract tesi "Le bande e le squadre da ballo. I repertori tra liscio e tradizione":
La tesi, maturata in seguito ad un tirocinio al Civico Museo del Paesaggio Sonoro di Riva presso Chieri, ha come oggetto il fenomeno, strettamente legato alle bande, delle squadre da ballo piemontesi. Ovvero quelle formazioni di fiati che, da un minimo di cinque a un massimo di una dozzina di elementi, si staccano dalla banda per suonare brani ballabili (principalmente valzer, polke e mazurke) nelle feste e sui balli a palchetto. Trattandosi di un argomento su cui esiste una scarsa letteratura, la metodologia di studio si è basata principalmente sulla ricerca sul campo in Val di Susa (Caprie, Chiusa S. Michele, Villar Focchiardo, Giaglione, Chiomonte): interviste ad anziani musicanti, osservazione e registrazione di feste con presenza di formazioni da ballo tra l'estate e l'inverno del 2009.
Dai dati raccolti si è cercato di definire il concetto di squadra da ballo dalla fine dell'Ottocento fino agli anni Sessanta, quando il fenomeno si è ridimensionato e si è misurato con la concorrenza delle orchestre di liscio moderno, per arrivare allo stato attuale di pratica ancora viva, ma diversa rispetto al passato soprattutto nella funzione.
La tesi si svolge seguendo sostanzialmente una prospettiva storico-antropologica: nel capitolo 1 si parla dell'affermazione dei primi gruppi bandistici in Val di Susa e si fanno alcune ipotesi sul periodo e sulla maniera in cui i balli da sala sono giunti in Piemonte. Nel capitolo 2 si contestualizza la gestione del ballo pubblico da parte delle bande stesse, come prosecuzione del ruolo delle associazioni giovanili (badie); segue un'ampia descrizione del "ballo a palchetto", tradizionale padiglione piemontese di forma circolare, montato per ballare nelle feste patronali, con alcune ipotesi sulla sua origine. Nel capitolo 3 si descrive in modo sistematico la struttura della squadra da ballo, il suo repertorio e le occasioni in cui suona; si descrive poi dettagliatamente un'ipotetica festa su ballo a palchetto al tempo delle "quatriglie" e del ballo a corda. Nel capitolo 4 si parla del rinnovamento della squadra da ballo in seguito alle influenze della popular music e all'arrivo di nuove danze dall'America (come l'onestep dopo la Grande Guerra e la beguine negli anni Cinquanta), partendo da alcune riflessioni sul fenomeno del liscio moderno. Nel capitolo 5 si analizzano i risultati della ricerca sul campo, descrivendo le feste osservate paese per paese, per arrivare a definire la situazione odierna delle squadre da ballo e il loro significato all'interno della comunità. In appendice si trovano numerose fotografie, alcune storiche, altre, la maggior parte, relative a questa ricerca.

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  • Bravissimi! Evviva la Valle di Susa e le sue Tradizioni!

    Complimenti.

    Stefano

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