5.c. il legame: costruzioni naturali e culturali (FILOSOFIA DEL LEGAME)

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Uploaded by on Aug 29, 2009

Per una filosofia del legame (Ombelico del mondo) www.ombelico-st.blogspot.com una produzione AdP* 2009 Torino

testo integrale del capitolo 5(tratto dal blog succitato):

Al di là della raccolta dei rifiuti (e quella differenziata non è che un altro riferimento al legame...), il legame raccoglie, unisce, si stabilisce quando già non c'è... Secondo la nostra tesi tuttavia c'è già sempre in natura. Perciò è naturale per l'uomo costruirne altri, solo quando non fossero da lui trovati.

Fra i legami naturali, oltre al cordone ombelicale, possiamo considerare, le viscere degli animali, i tentacoli, le radici delle piante, per non parlare dei legami patologici e cioè di noduli, linfonodi, diverticoli e aderenze varie, non belli da descrivere ma da citare... e così procedendo si arriva al DNA stesso. Fra i legami non naturali possiamo invece annoverare, oltre ai fiocchi, i ganci, i ponti, le funi, le cordate, che per gli scalatori hanno un'importanza vitale.


I legami costruiti dall'uomo sono una salvaguardia, una sicurezza... spesso sono anche, purtroppo ancora oggi, uno strumento di morte, come le corde usate per le forche o la ghigliottina, che si fonda sul concetto di legame tuttavia concretizzando l'aspetto del recidere, del tagliare il legame stesso; ma l'uomo non ha inventato il legame. Lo ha solo emulato, ricavandolo dalla natura, lo ha realizzato da un modello archetipo. Questa affermazione va tuttavia spogliata da un pur apparente platonismo che la ispira: l'archetipo è già presente nell'hic et nunc, nell'al-di-qua! e non nell'al-di-là, al quale pochi credono veramente. E tale archetipo si trova nei legami naturali.

Baudelaire ha utilizzato, non solo nella sua produzione letteraria ma anche nella sua grande opera di critico d'arte, un termine che non possiamo non considerare anche qui: correspondences.
Secondo lui, la natura è una foresta di simboli che parlano guardando l'uomo stesso, il quale in essi non fa altro, perciò, che trovare degli "sguardi familiari" ai quali rispondere o corrispondere. Tali corrispondenze offrono una possibilità di superamento, almeno all'artista, e gli conferiscono una potenza espressiva, definibile con il termine di surnaturalismo.

Le correspondences, cioè le corrispondenze di Baudelaire cosa sono se non un legame, già presente in natura, che l'uomo deve solo cercare e trovare?

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