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98 - Ma la cultura a Teramo gode buona salute? (2009-02-23)

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Uploaded by on Feb 23, 2009

C'è una notizia illuminante su cui riflettere.
E lesperienza di Barumini piccolo paese sardo di appena 1300 abitanti.
Investendo nella cultura, questo borgo è riuscito a creare più di 50 posti di lavoro nellarco di appena tre anni.

Tutto questo è stato ottenuto facendo leva su unarea archeologica di dimensioni molte ridotte, anche se di grandissimo valore storico-culturale.
Non si tratta di un miracolo, ma della semplice traduzione in pratica di analisi e considerazioni che lAssociazione delle Città e Siti Italiani Patrimonio Mondiale Unesco sostiene, con convinzione, da molti anni.

Teramo ha dei siti archeologici che dovrebbero essere utilizzati a scopi divulgativi e turistici perché, siatene certi, dalla crisi, dalla recessione si esce avvalendosi della cultura, utilizzandone le sue enormi potenzialità, non riducendola ai minimi termini.

La cultura è patrimonio, così come il settore culturale e turistico sono parte del PIL.

La cultura, scrive Vincenzo Cerami, è la nostra memoria: tradendola, andremmo a tradire noi stessi, la nostra civiltà, il nostro passato.
Quel che è certo è che la cultura non è, come spesso qualcuno cerca di far credere, uno spiacevole inconveniente al quale occorre porre rimedio.

Quasi una seccatura, un fastidio, uno sterile retaggio di una società che non esiste più, sepolta da una crisi economica che scava solchi profondi nel tessuto sociale.

Teramo, al contrario di città molto più giovani come la stessa Pescara, ha un passato bimillenario, un centro antico che spesso dimentica i suoi resti archeologici, la sua cultura.
Mentre Pescara annovera circa dieci musei Teramo ne offre solo due. Pensare che la nostra città, più di mezzo secolo fa, ha abbattuto un Teatro Comunale per far posto ad attività commerciali.
La cultura comunque, in città, tiene sempre banco, anche se lagenda politica del comune aprutino è in attesa di eleggere il prossimo sindaco.

I tagli che le associazioni culturali subiscono annualmente sono il risultato della nefanda gestione delle risorse finora attuata dalla regione Abruzzo.
Il neo governatore, Gianni Chiodi, ha indicato la strada del risanamento che si teme, non passi per i contributi alla cultura.

Teramo attualmente vanta alcuni appuntamenti di carattere nazionale, basti pensare al Maggio fest, al Premio Di Venanzo, la stagione concertistica della Benedetto Marcello, Cineramnia, il Premio Teramo, ma i soldi nel bilancio regionale e comunale sono pochi e in mancanza di risorse i primi tagli sono per la cultura.
Bisognerà puntare in futuro, solo su alcune manifestazioni che diano ritorno in immagine alla città.

Al taglio dei contributi non sono estranee alcune belle realtà, vanto nazionale come Spazio Tre lassociazione che fra le altre iniziative cura il Maggiofest o la Società della musica e teatro Riccitelli.

Ai nostri microfoni, rispondono il regista Silvio Araclio di Spazio Tre e il presidente della Riccitelli, Maurizio Cocciolito.
Abbiamo coinvolto nella discussione anche Carlo Costantini capogruppo dellIdV alla Regione Abruzzo e Alberto Melarangelo, fresco Direttore del Braga di Teramo.

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