Sotto assedio è una breve performance teatrale sul tempo presente. L'espressione del bisogno di esserci e far sentire la propria voce in un momento in cui è complicato persino trovare una voce. Il tentativo di scoprire contenuti nuovi laddove sembrano spariti e disinnescati tutti i contenuti. Lo sforzo di provare nuove forme espressive e lasciarsi alle spalle codici comunicativi ormai deteriorati e appiattiti su modelli quali il dibattito televisivo, il comizio di piazza, o l'insensata logorrea dell'arte che non sa più indagare il reale. L'idea è quella di partire da un singolo suono, di ridurre all'osso, di sfrondare fino ad arrivare all'essenza e quindi, anche dal punto di vista della messinscena, di eliminare ogni orpello per giungere all'origine. C'è una sola parola che diventa vagito primordiale, grido di allarme, richiesta di aiuto e insieme urlo di battaglia: AFAMMOCC'.
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