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26 settembre 1988 - Quella notte che uccisero Mauro Rostagno

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Uploaded by on Feb 12, 2009

«Noi non vogliamo trovare un posto in questa società , ma creare una società in cui valga la pena trovare un posto.» Mauro Rostagno

«Ti rivedo sulla strada per Pizzolungo, appoggiato al cippo che ricorda le vittime dell'attentato a Carlo Palermo. Dolcemente in posa per la fotografia, con quel lampo di profonda solitudine negli occhi. In quell'attimo m'eri sembrato improvvisamente vecchio e stanco: forse c'erano molte cose da raccontare, quella lapide di bronzo e le troppe rivoluzioni mancate, i giudici e i reduci, i morti, le follie, i rimpianti? Ma non ne avremmo avuto il tempo: solo un'ultima foto, la macchia bianca della tua camicia, il mare di Trapani color piombo, questo lieve sentore di alghe marce nell'aria» - Claudio Fava -

La sera del 26 settembre del 1988, Mauro Rostagno fu ucciso a colpi di fucile.
Era torinese di nascita ma trapanese d'adozione e di morte. Trapani, la città a cui si era dedicato, dopo anni di attività sociale, lo uccise in una buia serata di settembre.
Dopo essere stato il leader carismatico del movimento studentesco trentino, aver co-fondato Lotta continua a Torino, e aver abbracciato il credo del Baghwan in India, Mauro Rostagno si ritirò in Sicilia, e vicino a Trapani fondava ''Saman'', una comunità per il recupero dei cosiddetti tossicodipendenti.
A Trapani, inoltre, da una piccola emittente televisiva locale (RTC), Rostagno inventatosi giornalista, denunciava il malaffare della provincia, con uno stile ironico e pungente e facendo nomi e cognomi dei mafiosi e dei collusi con la mafia, spesso insospettabili o persino rappresentanti della amministrazione pubblica. Lo faceva senza paura.
La popolazione locale imparò subito ad apprezzare ''i programmi'' di quel loro concittadino venuto dal Nord.

La buia sera del 26 settembre, Mauro Rostagno veniva freddato nelle campagne di Lenzi, un borgo tra la montagna solitaria e un mare dove in lontananza sembra quasi affondare la città di Trapani.
Sin dall'inizio la stampa suffragò la pista mafiosa, ma in seguito gli inquirenti ritennero che il delitto fosse maturato all'interno della comunità stessa. Si disse anche che ad armare la mano di qualche giovane ospite di Saman fosse stato Francesco Cardella, proprietario della struttura della comunità che aveva usato per i suoi loschi traffici, appoggiato dalla dirigenza dell'allora imperante PSI, e i cui interessi nel traffico di tangenti, armi e droga potevano essere stati scoperti da Rostagno. Qualcuno disse che la regia e/o la complicità nel delitto, potessero essere attribuiti a qualche ex Lc, alla vigilia della imprevedibile deposizione di Rostagno al processo Calabresi, oramai chiuso.
Ipotesi, solo ipotesi che negli anni sono state via via escluse. Negli anni è caduta la ''pista interna'' alla comunità Saman, dove Mauro Rostagno viveva con la sua compagna Chicca Roveri in mezzo a tossici che trafficavano. Sepolta per sempre l'ipotesi ''rossa'', qualcuno di Lotta Continua mandante dell'omicidio alla vigilia di un interrogatorio del processo Calabresi. Sfumati i forti sospetti sugli 'affari' internazionali del guru Francesco Cardella e della sua corte. Sempre più nebulose e incerte le ipotesi sulla compravendita di armi pesanti e anche quelle sul riciclaggio dei soldi di Tangentopoli.

Dalla fine degli anni '90, che il ''delitto Rostagno'' fosse l'ennesimo omicidio di mafia era rimasta l'ultima ipotesi. Quel giornalista ''tanto speciale'', barbuto, simpatico e con la camicia bianca, era stato l'ennesimo giornalista ucciso dalla mafia. Perché in Sicilia ci furono anni nei quali fare il giornalista era pericoloso tanto quanto fare l'artificiere.
Assassinato per volere del boss Vincenzo Virga, un mago in materia di appalti, con le mani in pasta nella politica, che è buon amico dei potenti della città più 'svizzera' dell'isola, la Trapani delle cento banche e delle mille finanziarie.

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  • ciao mauro, vivo nel ricordo di chi ti ha conosciuto e di chi non ti ha conosciuto, come me...

  • Onore e rispetto all'onestà di Mauro. mafia Vigliacca, non hai cancellato tutto quello che Mauro ha cercato di farci capire. Mauro è vivo nei trapanesi...

    La politica non fa niente per combattere la mafia, perchè la mafia è politica!!!

  • non sapevo che avesse dele figlie . grazie . è lotta continua , insieme ala mafia e cardella come ha moistrato la contro inchiesta mdi aldo ricci il tonto , fatta ritirare dal commercio dalla lobby di lotta continua

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