Autore Emilio Mentasti, edizione Colibrì. "Bergamo 1967-1980" fin dal titolo, in questo testo voluminoso e denso di dettagli, si circoscrive l'argomento della ricerca all'interno di un ambito spaziale e temporale ben determinato. La scelta, suggerita all'autore in primo luogo da esigenze di carattere personale e anagrafico, si traduce inevitabilmente in una premessa di ordine metodologico che l'assetto complessivo dell'opera sembra imporre: il tentativo di restituire alla memoria collettiva una congerie di fatti e di informazioni fitti e disordinati in un ordine documentato -- quello cronologico e geografico, se non addirittura topografico. Dall'insaziabile accumulo e dalla paziente concatenazione di eventi piccoli e a volte apparentemente minori, fondata sulla consultazione attenta e puntuale di un materiale d'archivio che spazia dalle emeroteche locali ai volantini di movimento (di cui si fa un uso forse senza precedenti), scaturisce un variopinto quadro della Bergamasca, che diventa resoconto e cronaca di una vicenda che ancora ci appartiene.
È una ricerca che potrebbe porsi a esempio per altre zone del Paese, segnalando la presenza di un filone aurifero della memoria che consenta di evitare il destino di Sisifo: quello di trascinare fino al culmine della salita il peso della propria storia per vederlo poi, ancora una volta, rotolare in basso lungo la china dell'oblio. E dover di nuovo cominciare da capo.
È una ricerca che penetra dal basso nel mondo della fabbrica, nella scuola, negli ospedali, che si occupa del problema dei trasporti, della casa, del caro vita, ma anche della genesi e dello sviluppo dei tanti "movimenti". In filigrana vi si legge la storia delle organizzazioni, di gruppi, gruppetti, collettivi, comitati, consigli ... e infine quella della repressione, con il tragico esito del carcere e, a volte, dell'autodistruzione. Coloro che hanno vissuto quegli anni attraverso la pratica quotidiana della lotta hanno potuto toccare con mano la possibilità di vivere presentemente in un modo diverso. Queste pagine, nonostante il volontario distacco dello stile cronachistico, restituiscono in tutta la loro freschezza quella possibilità e quella speranza.
ciao tommaso, nessuno ti ha scordato, grazie per le tre stelle rosse.
emiliocdg 2 years ago
vi ho votato...
ciao da tommaso di ciaula,autore del rom. autobiografico "TUTA BLU"(Feltrinelli,1978)....ke vi siete scordati o buttato nei rifiuti.....
tutablu1941 3 years ago
tre stelle rosse,ciao da TOMMASO DI CIAULA...
tutablu1941 3 years ago