Narcisismo

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Uploaded by on Sep 21, 2011

Criteri diagnostici (DSM IV) e trattamento del Disturbo Narcisistico di Personalità

La psicoanalisi parla di disillusione ottimale, quale prassi terapeutica che sposta l'ambizione narcisistica su scopi più realistici.
Nel trattamento della struttura narcisistica è necessario rivisitare e trasformare gli atteggiamenti mentali di criticismo e intolleranza e rivalutare il pensiero positivo, ma anche maturare l'accettazione degli altri e la capacità di donare.
I fattori non etici del carattere narcisistico, che sono l'arroganza, la superbia, la presunzione, andranno riconosciuti come radici del conflitto della struttura tripartita, concause della rigidità e della chiusura ostile che produce sofferenza, nonché cause della fragilità e della fondamentale incapacità di amare.
Si tratta di sviluppare una sana accettazione, non come passiva acquiescenza alla negatività e agli errori del paziente (che significherebbe un'iperindulgenza, priva di discriminazione e sottomessa al male), ma accettazione come capacità di riconoscere errori e negatività ed assumersene umilmente la responsabilità, onde dare avvio a un processo di trasformazione centrato sulla volontà di fare il bene e sull'affermazione della dignità della propria vita.
L'atteggiamento di vera accettazione, così spesso confusa con l'indulgenza, richiede e porta con sé il sentimento di una responsabile e riparatoria considerazione per il male e per il danno inferto a se stessi e agli altri.
Uno psicoterapeuta efficiente non sarà mai critico e svalutativo, ma neanche iper-indulgente e come il Virgilio dantesco, guiderà il paziente nel suo "inferno" narcisistico e gli farà riconoscere i suoi fantasmi e i suoi mostri, così come i suoi talenti e le sue qualità, rimanendo in ogni caso lucido e compassionevole, capace di un illuminante influsso.

Mi presento:

Dr. Roberto Ruga Psicologo e Psicoterapeuta, Primario del Servizio di Psicologia e Psicoterapia presso il Dipartimento di Cardiochirurgia del S. Anna Hospital di Catanzaro, centro di riferimento del Servizio Sanitario Nazionale per l'Alta Specialità del Cuore.
Docente di Psicoterapia alla Scuola di Specializzazione in Psicoterapie Brevi ad Approccio Strategico I.S.P. di Roma, riconosciuta ex art. 3, legge 56/1989.

Allievo di Aldo Carotenuto, con il quale ha collaborato svolgendo esami e seminari per diversi anni, presso la Cattedra di Psicologia della Personalità all'Università di Roma "La Sapienza".

Abilitato all'esercizio della professione di Psicologo.
Iscritto all'Ordine degli Psicologi della Calabria.
Autorizzato all'esercizio della psicoterapia.
Specializzato in psicoterapia con il massimo dei voti e lode, con pubblicazione della tesi nella rivista Quale Psicologia, n. 28.
E' socio ordinario della Società Italiana di Psicoterapia Strategica e della Società Italiana per l'Orientamento (S.I.O.).

Esperto in:
Analisi ed interpretazione dei sogni, tecniche di rilassamento, training autogeno, ipnosi, PNL (Programmazione Neuro Linguistica), test di personalità, psicoterapia corporea e bioenergetica.

Si occupa di:
Problematiche della coppia in crisi, disturbi del desiderio, disfunzioni sessuali, fobie, disturbi d'ansia, disturbi affettivi e dell'umore, bulimia, anoressia, insonnia, depressione, tecniche di rilassamento, induzioni ipnotiche, disadattamento scolastico, problematiche adolescenziali, analisi delle relazioni familiari, disturbo antisociale, ossessioni, tossicodipendenza, sostegno e riabilitazione psicologica, psicoterapia breve ad approccio strategico.

Collaborazioni:
Redige articoli per il Giornale Storico del Centro Studi di Psicologia e Letteratura fondato da Aldo Carotenuto, edito da Giovanni Fioriti.

Pubblicazioni:
Aldo Carotenuto: Psicologia di uno psicoterapeuta pp. 128, 12,00 €
casa editrice Armando.
Il libro è stato presentato il 13 Febbraio 2009 presso la Libreria Bibli di Roma via dei fienaroli, 28; in collaborazione con il Centro Studi di Psicologia e Letteratura fondato da Aldo Carotenuto.
I video dell'evento sono disponibili nel sito www.robertoruga.it nella sezione: I miei video. In particolare, il video N. 73 esprime una sintesi critica e articolata del libro. Di seguito al video 73 troverete numerosi commenti di chi ha letto il libro.

Contatti:
Il Dr. Ruga riceve a Bivona di Vibo Valentia in Largo Marinella, 8. Cap. 89911.
Tel. 0963 571801 - Cell. 338 1692473.
mail r.ruga@virgilio.it

La mia filosofia...

Se vuoi vincere devi osare e osando aver fede nella vittoria.
(Rosario Ruga, mio padre)

Ci sono tre grandi forze nella natura: le montagne, gli oceani ed un uomo impegnato.
(A. Carotenuto, il mio maestro)

Tratto da www.robertoruga.it

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  • L’innamorato è colui che è in uno stato di squilibrio, sembra vacillare dinnanzi alla promessa di assoluto e di totalità che l’altro incarna. E’ mosso da un senso di illimitato, ma ciò che riesce ad afferrare è limitato, così è spinto alla ricerca, è attivato dalla negazione dell’amante. La conflittualità è lo stile di vita dell’innamorato, il disorientamento è la sua condizione esistenziale, una nave senza nocchiero in un mare in tempesta ne è il ritratto.

  • Ma cos'è l' "Altro"? E' un’avventura inesauribile. Come ci strega? Con la sua ineffabilità. Egli è irraggiungibile, inclassificabile e per questo suscita e alimenta il desiderio: ci rende vivi, vitali. Ma come diviene l’origine della nostra gioia e delle nostre risposte? Lo fa con un’apparenza allusiva che rimanda a significati nascosti, incarnando e facendo rivivere il mio pianeta interiore, avvolgendomi nel suo mantello. L'Altro coincide con il mio desiderio inconscio, lo rappresenta.

  • L’amore è una tempesta emotiva che travolge l’Io, lo obnubila, ne dissolve i confini. Ecco perchè in quell’istante può rivelare l’uomo a se stesso. Come? Lacera l’individuo e lo ricompone attraverso il dinamismo segreto degli opposti, spalancando così gli occhi e rendendo chiaroveggenti, uomini e bambini al tempo stesso. A quale scopo? Iniziandoci alla vita e alla morte, ci insegna a danzare con il dolore. Ecco lo scopo.

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All Comments (20)

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  • @robertoruga Grazie dottore.

    Mi è stato di estremo conforto!Anche per chi ne è "vittima" è importante l'elaborazione del lutto-dipendenza.Non escludo la possibilità d'intraprendere qualche terapia di recupero da uno specialista anch'io.E' difficilissimo venirne fuori da soli,attacchi di panico,crisi di ansia,atteggiamenti paranoidi perchè non si viene creduti per ciò che si è vissuto.Spesso gli altri non capiscono la portata del problema accrescendo la frustrazione di chi ci è passato.Grazie.

  • @LespaulNa ...in effetti queste persone sono spesso vittime di un complesso di attaccamento irrisolto, sviluppano dipendenza e vittimismo. Proprio per questo, in psicoterapia si lavora sull'elaborazione del lutto, sull'individuazione e sullo sviluppo dell'autonomia. Direi che ha visto giusto.

  • @robertoruga La ringrazio per la risposta dottore.

    Pero' cercavo di dare una diversa chiave di lettura al continuo riferimento al mito di Orfeo e Euridice. Ho avuto la sensazione che quel vampiro si identificasse con Euridice dando la colpa dei suoi fallimenti, passati e futuri, a me l'ipotetico Orfeo che si sarebbe girato. L' identificazione poi con Orfeo a cui mozzano la testa in un baccanale e la gettano nel fiume mentre lui continua a ripetere: "Euridice" è emblematica.Ci ho visto giusto?

  • bravo roberto!

  • @LespaulNa Posso dire che, come insegnano i miti, Eros è felicità e infelicità, paradiso e abisso, pienezza e sconforto, estasi e disperazione, unione e solitudine, confronto e trasformazione, rapimento e iniziazione, bisogno e dipendenza, vulnerabilità e perdita delle proprie certezze… ovvero paura.

    L’eros disorienta, crea movimento psichico e per questo ingenera l’anima, rimuovendo i blocchi con i quali ci impediamo di vivere: ci strappa via l’identità. Dunque, ne vale sempre la pena.

  • @robertoruga

    dottore volevo chiederle cosa ne pensa del mito greco di Orfeo e Euridice analizzandone tutto il mito fino alla fine della morte di Orfeo.

    A me è capitato di stare con una persona con DNP, l'ho subita e spero di riprendermi presto. Questa persona faceva spesso riferimento a questo mito identificandosi con Euridice. Tendeva spesso a vittimizzarsi e non le sto qui a dire oltre ma ha carpito la mia fiducia. Mi ritrovo con tutto quello che ha detto nel vido

    Lei cosa ne pensa?

  • Criteri affini:

    Sono affascinanti, imprevedibili e seduttivi. Sottolineano la propria superiorità. Temono l'intimità affettiva. Si ritengono indispensabili. Non sono consapevoli delle proprie emozioni e dei propri bisogni. Non accettano le critiche. Ritengono di essere state ‘vittime' di situazioni o eventi. Manifestano un atteggiamento giudicante, svalutante e critico. Pretendono la “devozione” dell'altro all'interno della relazione. Tendono ad intuire le debolezze altrui e ad evidenziarle.

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