Uploaded by stationnumbers on May 27, 2009
Una scena tratta da "Interview " di Steve Buscemi...un "piccolo" film che purtroppo è passato inosservato a causa della sua taetralità, della cura sfrenata del dettaglio e per sottile gioco psicologico che lega i due protagonisti...il tema portante direi sia: "nulla è come sembra".
Lascio la recensione più curata in proposito:
"INTERVIEW" di Steve Buscemi
Intervista dautore
di Fabrizia Centola
Pubblicato domenica 6 aprile 2008 - NSC anno IV n. 13
Pierre Peders è un maturo reporter di guerra che ha raccontato le atrocità degli ultimi conflitti e che ora riceve lincarico dal suo editore di intervistare Katya, una giovanissima stella della soap opera, interpretata da una cangiante e bellissima Sienna Miller. Due mondi che apparentemente non hanno nulla in comune si incontrano: Pierre non nasconde il suo disgusto e la sua totale mancanza di considerazione per la giovane diva e Katya, che si sostiene con ladulazione dei fans, non sopporta il mal celato disprezzo intellettuale del giornalista.
Tra il ristorante dove si danno appuntamento e il loft dove abita Katya, il film racconta, in una sera e una notte, lincontro tra un uomo e una donna. Un incontro spesso sul punto di interrompesi, in cui matura un conflitto di genere, di cultura e di generazione. In Interview, uneccellente scrittura a due voci è il pilastro del film. Un dialogo ininterrotto tra realtà e menzogna, dove le parole sono tessute con precisione per un gioco che crea e scardina stereotipi. Scritto, diretto e interpretato da Steve Buscemi, Interview è il remake americano di un film di Theo Van Gogh, regista olandese, assassinato nel dicembre del 2004 per aver realizzato Submission, un documentario di denuncia sulla violazione dei diritti e sulla sottomissione della donna nellIslam.
Nel film di Van Gogh era messa in scena una vera star della televisione olandese, Kathia Schuurmanche, che interagiva, nella parte di se stessa, con un giornalista dando vita a una docu-commedia. Steve Buscemi, nel suo remake, chiama al suo fianco Sienna Miller e chiusi tra quattro mura costruiscono con un dialogo ora graffiante, ora spumeggiante un percorso di conoscenza, scontro e confessioni intime, dove affiorano macchie e verità nascoste in un gioco tra gatto e topo dai risvolti sorprendenti. Lazione è minima, molte le parole, con una recitazione che appare tutta dun fiato anche grazie al fatto che Buscemi per girare Interview usa il metodo van Gogh: tre camere digitali dedicate contemporaneamente una al protagonista maschile, una a quella femminile e lultima a entrambi. Una modalità che offre allattore la possibilità di una recitazione in continuum, che ottimizza i tempi di produzione e garantisce unampia scelta nel montaggio.
Luso di veloci panoramiche di raccordo, tra un personaggio e laltro risolve poi, efficacemente, i momenti di maggior rimbalzo del discorso, dando un sapore di immediatezza gradevolissimo. Un dialogo senza soluzione di continuità, recitato con grande maestria e naturalezza che si presenta con continue variazioni di ritmo e di registro e in cui si mescolano verità e menzogne, con ironia e un pizzico di sensualità. Un film dinterno, dove lo spazio è unico, ma che si svela per frammenti. Teatrale e al contempo cinematografico, Interview demolisce attraverso un intreccio di parole le molte facce dei media. Bella la sequenza in cui due televisiori sono accesi contemporaneamente, ma sintonizzati su programmi diversi: un dibattito politico e una soap dove il comune denominatore è la pochezza allarmante che dà vita a uno squallido unico spettacolo, e i mondi di Katya e Pierre trovano un punto di adiacenza. Steve Buscemi interpreta con notevole forza e bravura uno sfaccettato personaggio che cerca di esercitare fino in fondo la sua superiorità intellettuale e che nasconde tra le pieghe un profondo fallimento. Sienna Miller costruisce in modo molto convincente Katya, che si nutre della propria immagine, e con cosciente disincanto e intelligenza, manovra, anche allinsaputa dello spettatore, il gioco. Il film è dedicato alla memoria di Theo van Gogh, il cui sogno era proprio di poter realizzare il remake americano del suo film. Interview è una partitura da camera per due voci; un film intelligente e formalmente intrigante, recitato molto bene, un vero godimento.
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non è il dialogo più banale.Un appartamento,due persone due televisioni,due mondi:più o meno quel che resta dell'uomo.Pollice in alto,film sublime com quello di Theo van Gogh del resto.
disdicevole 2 years ago
l'audio sembra registrato in una caverna. va bene l'intento promozionale, ma hai scelto il dialogo più banale, decisamente meglio la conversazione sul divano. Dai, comunque lo voto, ma solo perchè è un film che merita.
signorabrown 2 years ago