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CALABRIA: RISCHI SISMICI E CONDONI EDILIZI (Presa Diretta - 13/09/09)

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Uploaded by on Sep 14, 2009

Settima parte della puntata di Presa Diretta dedicata alla tragedia abruzzese.
Iacona sposta l'obiettivo sulla Calabria, regione afflitta da un fortissimo rischio sismico e non è un caso che il rapporto Barberi le abbia riservato decine e decine di pagine. Si inizia con la situazione a Laureana di Borrello, un paesone di poco più di 5000 abitanti in provincia di Reggio Calabria e uno dei luoghi a più alto rischio della provincia calabrese: qui Domenico Iannacone va all'ufficio tecnico del Comune e scopre che impiegati, funzionari e vicesindaco non avevano mai sentito parlare del rapporto Barberi. Quando il giornalista spiega loro che molte costruzioni del paese non rispettano le norme antisismiche, si leva un coretto di dissenso polemico e con piglio piccato il geometra del Comune replica che "in Calabria si costruisce a regola d'arte".
In realtà, come afferma Carlo Tanzi, geologo ricercatore del CNR, in Calabria è concentrato il 50% dei terremoti catastrofici che hanno colpito la penisola italiana nelle varie epoche storiche. Questo dovuto al numero impressionante di faglie attive che attraversano longitudinalmente tutta la regione: il dettaglio più preoccupante è che tali faglie hanno causato terremoti di magnitudo maggiori di 7 (quella del sisma abruzzese è inferiore a 6). Magnitudo maggiore di 7 corrisponde ad un'energia 32 volte maggiore rispetto a quella sprigionata dal terremoto all'Aquila.
Tanzi, che fino a due anni fa ricopriva la carica di vice-presidente dell'ordine dei geologi della Calabriae poi si è dimesso per protesta, denuncia il fatto che nella punta dello stivale, a dispetto di questa realtà pericolosissima, si continuano a costruire in modo selvaggio interi centri abitati, senza alcun rispetto per le norme anti-sismiche. Perchè? Perchè tutto questo è legalmente consentito in Calabria.
Un esempio lampante di sciacallaggio edilizio è rappresentato da Cavallerizzo, una frazione di Cerzeto in provincia di Cosenza: un vero e proprio " paese fantasma", devastato nel 2005 da una frana che ha lo ha inghiottito in meno di 15 ore.
Tanzi mostra ua faglia su cui sorgono circa dodici paese, abitati da 25.000 persone che vivono quotitidianamente con questo terribile rischio e con la totale mancanza di controlli.
Iannacone intervista anche l'ing. Abbate, un disaster manager, esperto di grandi calamità naturali, nonchè curatore del rapporto Barberi per la Calabria. Abbate parla di "situazione tragica" in Calabria: nel 1999 parecchi edifici sono risultati ad altissima vulnerabilità sismica, costruiti senza rispettare le norme anti-sismiche ed afflitte da un degrado accentuato. E nel lasso temporale di dieci anni, ad oggi, non è stato fatto praticamente nulla.
La situazione drammatica è evidentissima nel quartiere popolare e periferico di Reggio Calabria: il giornalista mostra vari edifici abitati, seppure inagibili, dove quasi quotidianamente si registrano cedimenti di lastre di cemento (non armato) dai solai. E il paradosso è che lì ci vivono ben sessanta famiglie: gli alloggi sono pericolanti, tutti lo sanno, e le istituzioni se ne fregano.

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Uploader Comments (ladygroove71b)

  • preferisco nn esprimermi....

    gì, ti dispiace se lo condivido sul faccialibro?

  • Certo Fili, non devi neppure chiederlo! ;-)

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All Comments (12)

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  • w italia

  • @eurotanasia

    tieni presente però che migliaia di calabresi abitano in centri storici dove le case hanno anche piu di 100 anni, a quei tempi l'antisismicità delle costruzioni non esisteva.

    Quindi smentisco cio che hai detto tu e ciop che in caso di sisma le uniche a crollare saranno quelle abusive.

  • Ecco la foto...

    home.cavallerizzovive . com/DSCN3710-1.JPG/DSCN3710-1-­full;init:.JPG

  • La mia casa e' rimasta, anzi... 260 case si trovano fuori la zona di frana, INTATTE, perfettamente agibili! Ma tu Mr.Berengo sei di Cavallerizzo? Io sono un residente di Cavallerizzo, e la frana del 7 marzo 2005 ha colpito solo 25 case. INFORMATI, perché io parlo solo con i documenti in mano e non con le 4 chiacchiere sentite al bar come fai tu.

    Stefania Talarico

  • Troppo facile dire queste cose senza prove alla mano. Fai vedere le foto di Cavallerizzo e poi vediamo cosa è rimasto intatto e cosa no

  • Sto scrivendo a Carlo Tansi, il capo del progetto AMAMIR che sta "monitorando" il paese di Cavallerizzo. Ho chiesto di vedere i dati di Cavallerizzo, ma non risponde! Chissà perché? Ehi Carlo sei sicuro che al 100% era una frana "naturale"? Hmm, dai non coprire più le spalle di tuo amico Loiero, esci fuori dalla mischia con la verità!

  • certo che tutti sanno, ma lo stato, i politici regionali, provinciali, comunali, se ne fottono sono buono ad elemosinare i voti quando si piazzano con quei gazzebo in cerca di voti per poi pensare solo ai cazzi loro, piazzare amici di amici, è vero quando si dice Cristo si è fermato a eboli... il sud è stato dimenticato dallo stato. Poi però i soldi li spendono per altre cazzate, abbiamo strade, ferrovie, ponti da risistemare figuriamoci gli edifici fatti con cemento fuffa

  • Cavallerizzo (CS) oggi è un paese intatto nell'80%, ma abbandonato perchè colpito il 7 marzo '05 da una frana sulla parte sud (il 20% ha subito dei danni medio-gravi, colpendo 32 case su 275). L'evento ha decretato la chiusura di tutto il paese e l'evaquazione di circa 300persone ora sparse nei paesi vicini. Oggi questo paese lo stanno ricostruendo interamente a valle perché le Autorità lo reputano ad alto rischio idrogeologico e sismico con studi e rilevamenti falsi o inestistenti. ...

  • La garanzia della sicurezza antisismica in calabria è data dalle realizzazioni private abusive. Chi la casa l'ha costruita per se stesso è stato molto attento nella scelta dei materiali, e nella percentuale di cemento da usare per la realizzazione. Sicuramente in caso di sisma importante le case abusive saranno le uniche a reggere l'energia sviluppata dal terremoto.

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