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Eros e Thanatos

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Uploaded by on Mar 19, 2010

Eros e Thanatos
In psicoanalisi, Eros e Thanatos sono rispettivamente la pulsione di vita e la pulsione di morte ( Todestrieb ), che Sigmund Freud tratta nel 1920 in " Al di là del principio di piacere " ( Jenseits des Lustprinzips ) . Freud formula il conflitto psicologico in termini dualistici fin dai suoi primi scritti, ma è solo in questo testo che egli presenta un simile conflitto mediante concetti desunti dal pensiero di Empedocle, il quale parla d'un dissidio cosmico fra i princìpi o forze di Amore ( o Amicizia ) e Odio ( o Discordia ). Thanatos ( o Destrudo ) non compare negli scritti di Freud, ma egli, a quanto riferisce Jones, l'avrebbe talvolta usato nella conversazione. L'uso nel linguaggio psicoanalitico è probabilmente dovuto a Federn. Nel testo del 1920 Freud sostiene che nella vita psichica esiste davvero una coazione a ripetere , la quale si afferma anche a presindere dal principio di piacere. Definita per quattro volte " demoniaca " , essa è riscontrabile nella nevrosi traumatica dei reduci della prima guerra mondiale oppure di chi tende a rivivere o reinterpretare gli eventi più violenti. Freud rileva questa coazione nelle circostanze più ordinarie e naturali, persino nel gioco dei bambini come quello con il rocchetto usato dal suo piccolo nipote di diciotto mesi. Il bimbo, lanciando il rocchetto lontano da sé, simbolizza la perdita della madre e, ritraendo il rocchetto a sé, rappresenta il ritorno della madre. Imparerebbe così a padroneggiare l'assenza materna attraverso un duplice movimento, che è sempre seguito dalla vocalizzazione di un "oooo..." ( via ), quando il rocchetto è lontano, e da un "aaaaaaa..." ( Eccolo ), quando il rocchetto è di nuovo vicino. Dopo l'esposizione d'una serie di ipotesi ( in particolare l'idea che ogni individuo ripete le esperienze traumatiche per riprendere il controllo e limitarne l'effetto dopo il fatto ), Freud considera l'esistenza di un essenziale desiderio o pulsione di morte, riferendosi al bisogno intrinseco di morire che ha ogni essere vivente. Gli organismi, secondo quest'idea, tendono a tornare a uno stato preorganico, inanimato , ma vogliono farlo in un modo personale, intimo. Allora sembrerebbe proprio che il principio di piacere si ponga al servizio delle pulsioni di morte . A questo punto sorgono innumerevoli altri quesiti cui non si è in grado di dare una risposta . Dobbiamo aver pazienza e attendere che si presentino nuovi strumenti e nuove occasioni di ricerca. E dobbiamo esser disposti altresì ad abbandonare una strada che abbiamo seguito per un certo periodo se essa, a quanto pare, non porta a nulla di buono. Solo quei credenti che pretendono che la scienza sostituisca il catechismo a cui hanno rinunciato se la prenderanno con il ricercatore che sviluppa o addirittura muta le proprie opinioni. Lo psicoanalista con competenze pure di antropologia filosofica come Sciacchitano sostiene che la vera psic[o]analisi fu il frutto tardivo dell'attività teoretica di Freud. Bisogna aspettare la svolta degli anni Venti, con l'invenzione della pulsione di morte, per parlare di vera e propria psic[o]analisi. Essa comincia con la rinuncia alle pretese e alle finalità mediche della psicoterapia. Il nuovo modello freudiano individuava nello psichico un nucleo patogeno fisso, qualcosa che non si scarica mai, ma continua a ripetersi identicamente a se stesso e insensatamente, cioè fuori da ogni intenzionalità soggettivistica e contro ogni teleologia vitalistica. Ce n'era abbastanza per far crollare ogni illusione terapeutica. Parecchi allievi a questo punto abbandonarono il maestro che toglieva avvenire, come si dice terreno sotto i piedi, alle loro illusioni umanitarie . Dal 1920 sino al 1939, anno della propria morte, Freud non cambierà più idea. Ciò significa che il fondatore della psicoanalisi asserirà la sostanziale incurabilità del disagio psichico per lo stesso arco di tempo, un ventennio, in cui egli precedentemente aveva affermato l'esatto contrario. Wilhelm Reich più avanti , in " La funzione dell'orgasmo " e " Analisi del carattere " , proporrà un'ampia confutazione alla teoria della pulsione di morte.

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All Comments (5)

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  • @65annam Perchè dolce sempre così sintetica ..sei sotto l'influsso di ondineinme ..per caso ..da evitare ..povera anima ..Ciao ..una carezza ed un augurio ..

    Walter

  • mhmm Walter!

    ciau

    am.

  • @ameliavavalli A te Amelia ..già è stato non dico difficile ma complesso ..tu te ne sei accorta ..grazie ancora ..buona domenica ..

    Walter

  • Grazie Walter per questo lavoro così interessante .

    Un sereno fine settimana

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