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Francesco Saverio Alessio in Via D'Amelio a Palermo, 19 07 2009

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Uploaded by on Aug 19, 2009

Video e riprese di Alex Nucci, www.alexnucci.it

Intervento di Francesco Saverio Alessio, alla manifestazione di Via D'Amelio a Palermo il 19 luglio 2009, in favore della sicurezza personale di Pierpaolo Bruni, pm della procura di Crotone ed ex pm della dda di Catanzaro, minacciato dalla massopolindrangheta.

Pierpaolo Bruni non è stato riapplicato alla dda per volontà di Dolcino Favi.
Dolcino Favi è indagato dalla procura di Salerno per corruzione giudiziaria, ed è un amicone di Giuseppe Chiaravalloti, attualmente vicepresidente dell'Autorità garante della privacy, indagato a sua volta da Bruni, insieme ad un altro celebre indagato di de Magistris l'on. Pino Galati e ad altre 14 persone accusate, a vario titolo, di associazione a delinquere, concussione, tentata concussione, riciclaggio e ricettazione, truffa e falso in atto pubblico, abuso d'ufficio e violazione della legge Anselmi sulle associazioni segrete.

Il problema gravissimo è che Dolcino Favi comanda ancora la procura di Catanzaro, mentre i giudici di Salerno che legalmente lo indagavano sono stati spostati o rimossi, per volontà politica e con la complicità del Csm, che non ha tenuto in nessun conto la sentenza del Tribunale del Riesame di Salerno, unica sentenza valida per lo Stato, e che giudicava impeccabile il decreto.

Giuseppe Chiaravalloti, suo amico e plrurindagato, continua la sua opera in un ruolo delicatissimo quale quello di vicepresidente dell'Autorità garante della privacy. Per giunta i contribuenti lo pagano più di un ministro.
Implicato nelle celebri "Poseidone" e "Why not" di de Magistris, e poi archiviato dopo che le inchieste furono sottratte "illecitamente"(secondo la conferma del Tribunale del Riesame di Salerno del decreto di perquisizione nei confronti dei magistrati di Catanzaro e di altri eseguito dai pm di Salerno Gabriella Nuzzi e Dionigio Verasani e controfirmato dal loro capo Luigi Apicella) a quel pm dai suoi capi, Mariano Lombardi e Dolcino Favi, implicati a loro volta nelle inchieste di Catanzaro e di Salerno, come Salvatore Murone, anche lui indagato per corruzione giudiziaria.

Di tutti questi personaggi, e di Pino Galati, Giancarlo Pittelli, Giovanna Raffaelli, Annunziato Scordo, Antonio Salidino, Adalgisa Rinaldi, Enza Bruno Bossio, e di molti personaggi che si aggirano intorno alle inchieste di De Magistris, si scriveva nel libro "La società sparente", scritto e pubblicato nel 2007 da me ed Emiliano Morrone.
Misteriosamente scomparso, il volume, con prefazione di Gianni Vattimo e Angela Napoli, racconta la vicenda dellex pm Luigi De Magistris, la Calabria della corruzione, limpegno dei movimenti civili a favore del magistrato, le indagini a carico dei consiglieri regionali, la sparizione della società calabrese, delitti e omicidi impuniti alla punta dello Stivale italiano.

Trovate sul web a questo indirizzo il pdf gratuito del libro "La società sparente": http://www.lavocedifiore.org/SPIP/article.php3?id_article=3843

Giuseppe Chiaravalloti lo ritroviamo nella recentissima inchiesta riguardante la Turbogas di Pierpaolo Bruni proprio per una presunta violazione della legge Anselmi sulla costituzione di associazioni segrete, oltre che per altri gravissimi reati. E allo stesso Bruni viene impedito il prosieguo di alcuni importantissimi processi perchè il di lui amico Dolcino Favi impedisce l'applicazione di Bruni alla dda.

Di questi argomenti Roberto Galullo scrive: "E la ndrangheta direte voi? Cè, cè, state tranquilli. La regia della caccia grossa è sempre nelle logge coperte dove la ndrangheta dal colletto bianco sposa la politica dal conto in nero e la massoneria dal grembiulino sporco. Ricordatelo: sempre. E la massopolindrangheta bellezza!

Il magistrato da braccare e cacciare subdolamente deve dunque essere: bravo, cocciuto, preparato, motivato, indipendente, colto e riservato. In altre parole non deve guardare in faccia a nessuno e amministrare la giustizia nel solo nome del popolo italiano.

Ma in Calabria questo non è possibile. Senza richiamare nomi che hanno segnato la mia vita anche professionale Cordova, De Magistris e Spadaro, a esempio vengo ai giorni nostri e faccio un nome: Pierpaolo Bruni."

Il silenzio domina. Spezziamolo. Sono sempre le stesse persone ad imporlo e sappiamo chi sono. Non accettiamo in silenzio che si continuino a compiere crimini contro i magistrati onesti che si oppongono alla massopolindrangheta che domina le nostre Istituzioni.

Francesco Saverio Alessio

dai luoghi dell'esilio, 19 agosto 2009

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