Les fleurs interdites

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Uploaded by on Nov 26, 2010

Les fleurs interdites

Regia e coreografia Alessandra Luberti
interpreti  Daniela Donato, Ilaria Palermo, Davide De Lillis, Antonio Stella, Carlomauro Maggiore
testo Alfredo Costa Monteiro, Claudio Collovà
musiche   t.b.a.
immagini fotografiche Alessandro Giuliano
video design Peppino Sciortino
produzione Compagnia Esse p.a.
con il sostegno di Officine Ouragan

"Non è spinto da brama né da espediente, è come l'erba e l'albero
messere
non corrotto, inventivo....."
(Ezra Pound)

" Les fleurs interdites " nasce  da una riflessione sulla percezione rispetto al modo in cui le esperienze corporee e sensoriali prendono vita e quindi forma dinamica. A questa riflessione si sovrappone una visione, quella di un limbo totalmente immaginario, che conserva solo la sospensione del Limbo dantesco, ma non il contenuto.
E' in questo luogo frutto di una fantasia arbitraria, che l'esistenza è sospesa in un momento eterno, in cui affiorano sprazzi del proprio passaggio sulla terra, non sotto forma di azioni concrete o quotidiane, ma come stati fisici dell'essere.
Scoprendo attraverso il corpo degli spazi inediti, interni e manifestabili ai sensi, si traccia un percorso che, attraverso stati fisici diversi e a volte contrapposti, permette il risveglio della percezione corporea in chi guarda.
Le qualità sfuggenti di questi stati fisici, si esprimono in termini dinamici, cinetici come il fluttuare, lo svanire, il trascorrere, il crescere e il decrescere, attivando stati emotivi sottili. Associando  luoghi del corpo, intesi non solo come spazi fisici, ma spazi percettivi e percepibili, a distese di fiori,  emergono fugaci e quasi impalpabili impressioni interne.
Questi Fiori vietati, così come annuncia il titolo del progetto generale, sono accessibili solo alla solitudine, nel senso che solo essa permette di attivare questi spazi percettivi e quest'area d'indagine presuppone un continuo rapporto con la morte, il passaggio per eccellenza.
Il dialogo con essa è l'anima portante di tutto il mio lavoro, ciò che ad esso conferisce forza vitale.
Questa fantasia su cosa si apre varcata la soglia della morte del corpo, accende la memoria di qualcosa di sconosciuto, di una dimensione altra in cui il ricordo di ciò che si è stati, si confonde con l'attesa e l'interrogativo di quello che sarà.

Category:

Entertainment

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