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Sciuscià

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Uploaded by on Oct 5, 2011

Primo film italiano a vincere l'Oscar.
Capolavoro assoluto del cinema mondiale, diretto dal grande Vittorio De Sica, che tocca le corde più profonde e sensibili dell'anima.

Sciuscià è un film del 1946 diretto da Vittorio De Sica considerato uno dei capolavori del neorealismo italiano. Tratta tematiche legate ai bambini e alla difficile vita che sono costretti a portare avanti per sopravvivere al complicato dopoguerra. Sciuscià è un termine dialettale napoletano ora in disuso che sta ad indicare i lustrascarpe del dopoguerra (dall'inglese shoe-shine).

TRAMA
Pasquale e Giuseppe lavorano come lustrascarpe sui marciapiedi di Via Veneto a Roma. Appena possono corrono a Villa Borghese e con 300 lire affittano un cavallo bianco chiamato Bersagliere e lo cavalcano in due. Con la complicità di Attilio, il fratello più grande di Giuseppe, i due si trovano coinvolti senza volerlo in un furto a casa di una chiromante. Prima di essere arrestati e portati in carcere riescono a realizzare il loro sogno: comprare Bersagliere. Il cavallo sarà affidato alle cure di uno stalliere. I ragazzi vengono rinchiusi in celle diverse e sperimentano l'inganno e la vendetta. Il commissario e il direttore del carcere fanno credere a Pasquale che Giuseppe verrà frustato se lui non rivelerà i nomi dei complici del furto presso la chiromante. Pasquale cadrà nel tranello e parlerà. Quando Giuseppe, ignorando il motivo per cui lo ha fatto, verrà a sapere che l'amico ha fatto il nome del fratello, decide di vendicarsi e rivela a Staffera, l'assistente del direttore, che nella cella di Pasquale è nascosta una lima. Gli eventi precipitano: durante una proiezione cinematografica, Giuseppe e il suo compagno di cella Villa Literno fuggono dal carcere. Pasquale, per la paura di perdere Bersagliere, rivela a Staffera dove sono i due evasi e lo conduce alla stalla dove è custodito il cavallo. Su un ponticello nei pressi della stalla, Pasquale affronta Giuseppe in sella a Bersagliere. Arcangeli scappa, Giuseppe scende dal cavallo e Pasquale comincia a frustarlo, ma Giuseppe inciampa, cade dalla spalletta del ponte e muore. Pasquale, rinsavitosi dalla smania di vendetta, non potrà fare altro che piangere disperato l'amico, urlando al mondo il suo dolore: "Che ho fatto?"; mentre il cavallo si allontana nella notte.

RICONOSCIMENTI 1948 - Premio Oscar Miglior film straniero (Italia) a Vittorio De Sica (onorario) Nomination Migliore sceneggiatura originale a Sergio Amidei, Adolfo Franci, Cesare Giulio Viola e Cesare Zavattini 1946 - Nastro d'argento Migliore regia a Vittorio De Sica

(Fonte: Wikipedia)

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  • For my taste they should have run away both with the horse. It would have been like a chant of freedom and friendship. No that tragic end, typical of neo-realism.

  • A master piece.

  • Sciuscià: i lustrascarpe del dopoguerra.

    Probabilmente una forma italianizzata dell'inglese "shoe-shine", lustrascarpe.

  • GRANDE!

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