ETA' PENSIONABILE PER LE DONNE: continuano le polemiche

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Uploaded by on Dec 15, 2008

BARI - "Ho visto che un'autorevole esponente della Lega, un ministro, ha detto che era una battuta. Vorrei dire che era una battuta non spiritosa, in questo caso". Così Massimo D'Alema ha commentato la proposta avanzata dal ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta di elevare a 65 anni anche per le donne l'età pensionabile.

PRI, INCREDIBILE LINCIAGGIO A BRUNETTA
ROMA - "Ha dell'incredibile il linciaggio a cui è stato sottoposto il ministro Brunetta solo per avere detto una scomoda verità. Magari bisogna procedere gradualmente, ma se non si accetta l'idea dell'innalzamaneto dell'età pensionabile, i costi per il Paese saranno drammatici". Lo afferma il portavoce del Pri Riccardo Bruno, a proposito della proposta del ministro della Pubblica amministrazione di aumentare l'età pensionabile per le donne. "Solo l'ipocrisia o il credere ancora alle belle favole - conclude Bruno - impedisce di capire che uomini e donne dovranno accedere alla pensione più avanti di quanto pure tutti vorrebbero".


VERBANIA - Dopo il decreto anti-fannulloni mirato a stanare l'assenteismo dei dipendenti pubblici, il ministro Renato Brunetta ritiene arrivato il momento di ''porre al centro dell'agenda politica l'obiettivo della perequazione verso l'alto dell'eta' pensionabile di uomini e donne''. Brunetta lo ha affermato oggi a Stresa, dove e' intervenuto in chiusura del Forum della Terza Economia organizzato da The European House-Ambrosetti.

Ma l'idea non piace alla Lega. ''Brunetto-scherzetto!'', ironizza Roberto Calderoli. Per il Carroccio, aggiunge secco, l'eta' pensionabile delle donne ''va bene cosi'''. E poi una proposta del genere andava prima discussa nella maggioranza, come si fece l'ultima volta che si parlo' della riforma delle pensioni. E anche allora la Lega disse no. Non bisogna pensare solo all'aspetto finanziario, ma anche al ruolo della donna nella societa', che non si puo' sottovalutare, dice Calderoli. Anche i sindacati bocciano, con diverse sensibilita', le parole di Brunetta. Il ministro ha spiegato che la riforma, che dovrebbe portare anche le donne ad andare in pensione a 65 anni, dovrebbe contemperare l'esigenza di innalzare l'eta' del pensionamento con la necessita' di ''non turbare con eccessive modifiche le aspettative degli italiani''. E ''per studiare tutti questi problemi e individuare le possibili soluzioni'', ha annunciato, ''si sta mettendo in piedi un gruppo di studio che valutera' costi e benefici dell'invecchiamento attivo di donne e uomini, i quali dovranno andare in pensione tutti alla stessa eta'''. ''Recuperando alla vita lavorativa attiva la classe di eta' 55-65 - ha detto il ministro - recuperiamo il 10% dello spaventosamente basso tasso di occupazione italiano. Questo significa avere 2,5 milioni di posti di lavoro in piu', il che vuol dire incrementare il gettito fiscale e il pil del paese''. Per Brunetta, occorre quindi agire in questa direzione, ed e' necessario ''fare presto e bene''. ''L'Italia - ha sostenuto - e' matura per fare scelte difficili di lungo periodo. Per quanto mi riguarda, sono datore di lavoro di tre milioni e 650 mila persone e mi applichero' con determinazione al perseguimento di questo obiettivo''. ''Usciamo dall'ipocrisia - ha esortato Brunetta - e se affermiamo che l'invecchiamento attivo e' un obiettivo di bene pubblico, e' necessario che ci applichiamo tutti insieme per perseguirlo. Si dovranno sentire la Confindustria e i sindacati, poi chi deve governare governi. Il Libro Verde del ministro Sacconi - ha aggiunto - da' gia' delle indicazioni di lungo periodo che sono totalmente condivisibili. Occorre ora riaprire il dibattito nelle forme e nei modi piu' equilibrati e piu' seri. Anche perche' dobbiamo rispondere a una sentenza della Corte di Giustizia che ci chiede la perequazione dell'eta' di pensionamento degli uomini e delle donne''. Brunetta ha sottolineato che finora il nostro sistema ha incentivato i prepensionamenti, d'ora in poi invece dovra' disincentivarli. Si dovranno anzi mettere in campo ''adeguati incentivi fiscali mirati a sostenere l'attivita' lavorativa degli anziani''. Incluse le donne, che sono oggi ''due volte discriminate dall'andare in pensione prima'', con ''progressioni di carriera piu' lente e pensioni meno elevate''. ''L'innalzamento dell'eta' del pensionamento - ha puntualizzato alla fine il ministro - dovra' essere raggiunto in modo flessibile e volontario''.

Ma soprattutto, ''senza rimettere mano in maniera pesante alla riforma pensionistica che dal '95 in poi ha turbato spesso il sonno degli italiani''. Luigi Angeletti boccia la proposta: ''Non sono d'accordo sulla necessita' - dice il segretario della Uil - sono favorevole a fondare l'innalzamento sulla volontarieta', con incentivi''. Anche il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni, appare contrario: ''le pensioni - dice - sono un tema delicato che non puo' essere utilizzato come uno spot pubblicitario''.

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  • BRAVA!. Molte donne (me compresa) non hanno potuto maturare gli anni di servizio per dedicarsi ai figli minori e per vicissitudini che solo le donne devono affrontare; ora, da una parte si dà la possibilità di andare in pensione con l'età, dall'altra te la decurtano... che coerenza!

  • Perchè le femmine, che vivono di più, devono andare in pensione prima? Questa è un'ingiustia, una discriminazione sessuale! Ormai anche gli uomini lavorano a casa o spingono il passeggino.

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