il dribbling estremo: tunnel di tacco in corsa

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Uploaded by on Jan 9, 2011

L'inchiesta della magistratura mette a nudo il verminaio del calcio-scommesse: le mafie pilotavano risultati e squadre di tutte le categorie.

DEMOLIRE IL CALCIO CAPITALISTICO, MARCIO, CORROTTO E DISEDUCATIVO E RIFONDARLO SU BASI DEMOCRATICHE E POPOLARI!

Mentre a Napoli va faticosamente avanti il processo in primo grado per calciopoli-Moggiopoli (verminaio scoperto anche grazie alle coraggiose testimonianze del grande Zdeněk Zeman), un altro grave scandalo, quello del calcio-scommesse, minaccia di travolgere il mondo del pallone miliardario. Il 1° giugno presso la procura di Cremona, il Giudice per le indagini preliminari Salvini, convalidando le richieste del procuratore Di Martino, ha emesso 16 ordinanze di custodia cautelare, di cui 7 in carcere e 9 agli arresti domiciliari, per associazione a delinquere ed estorsione in ordine ad un'inchiesta su una vasta organizzazione, comprendente calciatori, dirigenti di società, commercialisti, titolari di agenzie di scommesse e scommettitori, anche di sospetta appartenenza mafiosa, in grado di falsare i risultati di partite dei campionati di serie B e Lega Pro, e probabilmente anche di serie A, attraverso la corruzione di giocatori e altri sistemi fraudolenti, allo scopo di realizzare vincite milionarie col calcio-scommesse. Tra gli arrestati finiti in carcere l'ex capitano del Bari, Bellavista. Tra quelli finiti agli arresti domiciliari il nome più clamoroso è quello dell'ex nazionale Signori, ritenuto il principale esponente del gruppo dei "bolognesi" che scommettevano somme di centinaia di migliaia di euro sui match truccati. Agli arresti anche due suoi commercialisti, Giannone e Bruni, che sembra abbiano iniziato a collaborare coi magistrati confermando molti elementi dell'inchiesta, mentre Signori pare abbia scelto invece la linea difensiva di negare tutto. Forti scommettitori, erano capaci di investire anche 150-200 mila euro per volta per comprare le partite. Finito in manette Gegic, attuale compagno di squadra di Bressan, anche lui coinvolto nell'inchiesta. Avevano a loro volta agganci con altri gruppi di scommettitori facenti capo a Ismet Mehmeti (dalle sue intercettazioni pare sia spuntato fuori anche il nome del ministro Frattini). Gli inquisiti scommettevano su tutto: sui risultati finali come sui parziali al 1° tempo, sul numero di gol, e così via [...].
Ormai le società calcistiche non hanno più nulla delle vecchie associazioni sportive che si sostenevano coi biglietti delle partite e gli sponsor della pubblicità, ma sono diventate in tutto e per tutto delle aziende capitalistiche, spesso quotate in Borsa, delle macchine di profitto che si alimentano nel sempre più vasto e appetibile serbatoio dei diritti televisivi, settore in cui non a caso il neoduce Berlusconi fa la parte del leone col suo impero mediatico e col possesso diretto di una delle più importanti squadre di calcio. Anzi, a tal punto il mercato calcistico è stato drogato e trasformato in un'industria miliardaria, una tra le prime cinque in Italia ormai, che non solo la corruzione e il malaffare dilagano e continuano in serie A nonostante lo scandalo calciopoli, ma si estendono, contagiandole col miraggio di profitti e di arricchimenti facili, pure alle serie minori, che teoricamente dovrebbero essere più vicine allo spirito dilettantistico popolare e meno influenzate dal vorticoso giro di interessi che condiziona il più ricco campionato nazionale. Questo universo è dominato dai più ricchi monopolisti come il neoduce Berlusconi col Milan, la famiglia Agnelli con la Juventus, il petroliere Moratti con l'Inter, l'industriale Della Valle con la Fiorentina, il produttore cinematografico De Laurentis col Napoli, che hanno svariate finalità di tipo politico, economico, pubblicitario, ma anche da un sottobosco di grandi e piccoli capitalisti e mafiosi che usano spregiudicatamente le squadre di calcio delle serie minori e maggiori per operazioni di speculazione e riciclaggio, in ciò favoriti dalle leggi favorevoli di cui godono le società calcistiche nella gestione dei loro bilanci.
Il calcio capitalistico marcio, corrotto e diseducativo è irriformabile e va cancellato. Esso va completamente rifondato su basi democratiche e popolari. Un calcio esclusivamente pubblico, senza intrusione diretta o indiretta di privati, gestito direttamente dai tifosi e in cui i giocatori siano pagati con stipendi da lavoratori. Le partite devono essere trasmesse gratuitamente in televisione e i prezzi dei biglietti agli stadi devono essere a prezzi popolari. Come indica il Programma d'azione del PMLI, il sistema sportivo pubblico deve favorire e sviluppare lo sport dilettantistico e non agonistico. Lo sport come diritto inalienabile e occasione formativa per i giovani, per migliorare la qualità della vita di tutti, compresi gli anziani, i disabili, ecc.

articolo completo:
http://www.pmli.it/demolirecalciocapitalistico.htm

http://www.youtube.com/watch?v=IMWfEVDA29Y

Category:

Sports

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