Per quel vago boschetto
ove rigando i fiori
lento trascorre il fonte degl'allori,
prendea dolce diletto
con le compagne sue la bella sposa,
chi violetta, o rosa
per far ghirlande al crine
togliea dal prato, e dall'acute spine,
e qual posando il fianco
su la fiorita sponda
dolce cantava al mormorar dell'onda.
Ma la bella Euridice
movea danzando il piè su 'l verde prato,
quando ria sorte acerba
angue crudo, e spietato,
che celato giacea tra fiori, e l'erba
punsele il piè con sì maligno dente,
ch'impallidì repente
come raggio di sol che nube adombri,
e dal profondo core
con un sospir mortale,
sì spaventoso ohimè, sospinse fore
che quasi avesse l'ale
giunse ogni ninfa al doloroso suono,
ed ella in abbandono
tutta lasciossi allor nell'altrui braccia,
spargea il bel volto, e le dorate chiome
un sudor vie più freddo assai che ghiaccio.
Indi s'udio il suo nome
tra le labbra sonar fredde e tremanti
e volti gl'occhi al cielo
scolorito il bel viso, e i bei sembianti
restò tanta bellezza immobil gelo.
si può dire di si, considerando anche che molti considerano questa come la più antica opera lirica giunta completa sino a noi...
Farfranz 1 year ago